VOGLIAMO UN PAESE CHE RISPETTI LE DONNE

DOMENICA 13 febbraio ’11

TEMPO DI ESSERCI TUTTE E TUTTI

di Cinzia Aicha Rodolfi

“SE NON ORA QUANDO?” è stato lo slogan che ha promosso la manifestazione in 260 piazze italiane e 20 piazze nel mondo, giornata di mobilitazione nazionale delle donne contro il degrado del costume pubblico e della convivenza civile, contro comportamenti sociali che fanno del corpo delle donne merce di scambio, per promuovere il diritto delle donne al lavoro meritocratico e valorizzare i loto talenti e competenze.

A Modena in piazza Matteotti centinaia di donne e uomini con appeso al polso un palloncino rosa hanno ascoltato un susseguirsi di donne. Era nuvoloso, rischiava di piovere, ma la nostra grande aspettativa non ci ha dissuaso dal rimanere con i piedi piuttosto congelati per ben 4 ore fermi in piedi davanti ad un palchetto e tre microfoni.

Responsabili di varie associazioni di volontariato, mediatrici culturali e benemerite impegnate nel sociale, un assessore al comune di Modena, una sindacalista, varie attiviste,  un gruppo di attrici teatrali sono salite sul palco ad esporre le loro tesi per le quali una donna oggi è davvero stanca di essere considerata solo per la sua avvenenza o per la sua disponibilità al compromesso; nonché oggetto di scambio e diletto per il datore di lavoro.

Hanno trattato tutti i temi delle difficoltà della donna di oggi a mantenere un lavoro dopo la maternità, la mancanza delle garanzie, la scarsa funzionalità dei servizi per ‘infanzia nonché il costo notevole, la difficoltà ad avere il part-time ed a gestirsi come professionista e mamma, nonché spesso anche single con figli a carico.

Sono intervenute levando voci a favore di una maggiore partecipazione delle donne nella politica, ma non di quelle che si avvalgono di interferenze e raccomandazioni, vedi ultimi episodi con il presidente del consiglio ed il suo entourage di ex show girls,  bensì donne che hanno tutti i meriti e le qualifiche, e non la voglia di vendersi per fare carriera.

Evidentemente in Italia ci sono tante donne sono stanche di avere esempi di “veline “ e “subrettine” come status symbol e vorrebbero vedere la società impegnata a cercare risorse umane attraverso concorsi e colloqui seri e competenti. Presumibilmente ci sono anche molti  uomini stanchi di vedersi incapaci al loro fianco e stanchi di dover mostrare segretarie inadeguate e incompetenti.

Monologhi dell’attrice Lella Costa e della scienziata Rita Levi Montalcini, intermezzi musicali e tanti  applausi hanno animato il pomeriggio modenese e contemporaneamente in tutta Italia situazioni simili e interventi corali e solidali hanno fatto eco in una manifestazione apolitica e ricca di contenuti e di valori.

Certamente tutti i temi sono stati apprezzati anche da una italiana musulmana, anzi direi che sono stata favorevolmente stupita e interessata. Certamente quando si parla di morale e di etica noi musulmani non possiamo che essere d’accordo, però qualcosa è mancato ed un filo di delusione mi ha oscurato la bella giornata.

Come mai nessuna delle intervenute a parlare sul palco ha accennato al problema che abbiamo noi italiane, laureate e capaci … a lavorare con un pezzo di tessuto che ci copre i capelli? Le stesse che in  minigonna e scollatura eravamo apprezzate e ben richieste ?  Non è questo un tema grave che crea problemi alla maggior parte delle donne musulmane che non possono ricoprire altro incarico se non quello delle pulizie all’interno magari di una cooperativa a tempo determinato e precario?

Senza voler entrare nel merito di questa seria e complessa discussione sul velo, sono qui a riferire il mio dispiacere, stupita che le mie connazionali così  impegnate nel sociale  anche con donne straniere, spesso di religione musulmana, non abbiano voluto dire una parola su questa grandissima ingiustizia al femminile.

About CinziaAicha

Muslima serva di Dio in cammino Fisabilillah e InshAllah milanese pragmatica ,ma africana nel cuore , ribelle ad ogni sopruso e ingiustizia , ostinata e caparbia indiscutibilmente rompiscatole ; studiosa fino all'ultimo giorno su questa terra ... mi sta a cuore la crescita culturale ed intellettuale delle donne muslime nel mondo verso la conoscenza e la consapevolezza , verso la Fede e il Timor di Dio ,verso il perdono e il Paradiso col permesso di Allah
This entry was posted in Comunità. Bookmark the permalink.

6 Responses to VOGLIAMO UN PAESE CHE RISPETTI LE DONNE

  1. Aisha says:

    Come ti ho detto per telefono sorellina, ahimè in un paese (mondo?) laico la donna religiosa non esiste… Non hanno parlato del nostro problema perchè per loro è un non-problema. Non trovi lavoro con l’hijab? Per loro basta che te lo togli, che ce vò?

    Allah sia con noi…

  2. cinzia aicha rodolfi says:

    bene allora perchè non hanno il coraggio di rispondermi in questo modo ? e io direi a loro : non trovi lavoro perchè non sei disponibile… : renditi disponibile …. che ce vò
    :-)

  3. maria says:

    assalamo ailakum sorella Aisha sono d’accordo con te, iocredo che la colpa sia un pò anche delle donne musulmane pocchissime volte le sentiamo diffendere il loro credo e la loro dignità, per noi italiane ritornate all’islam è più facile metterci allo scoperto perchè comunque veniamo da un’ altra cultura che ci ha visto sempre partecipi a problemi sociali. Tutte vivono il disagio sicuramente ma preferiscono accettare molte situazioni anzichè parlare (intendo parlare usando anche diplomazia), forse in questo periodo proprio riferendomi ai fatti politici potremmo farci sentire anche attraverso articoli su quotidiani delle nostre città ed esprimere il nostro parere. Cosa ne pensi sorella? Potremo trovare anche uno slogan comune in più citta?

  4. Bushra says:

    BismiLlah Al Rahman Al Rahim
    alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah

    Carissime sorelle,
    ad essere sincera ammetto che non credo molto nella manifestazione in piazza quale strumento per cambiare le cose… soprattutto quando l’argomento è così delicato e si parla della donna e del suo ruolo nella società. Purtroppo la realtà amara che ho visto e vissuto negli ambienti di lavoro e all’università è che la donna stessa si rende disponibile ad essere trattata come oggetto, come merce di scambio quando decide di mettersi la minigonna per essere assunta dal datore di lavoro e si veste una maglia con una grande scollatura per passare gli esami all’università (sono le ragazze stesse che affermano di esser “riuscite” per aver usato il loro fascino). Purtroppo la percentuale delle ragazze (parlo soprattutto di donne giovani perchè le altre “dovrebbero” essere più disincantate) che fanno valere la loro testa e si fanno rispettare non sono tante.
    AlhamduliLlah la nostra religione rispetta la dignità della donna e la copertura del hijab è una protezione ulteriore contro le malattie della società.
    Per far rispettare la donna innanzitutto bisognerebbe chiedere che la donna sia apprezzata come soggetto lontano dall’essere sempre paragonata all’uomo perchè siamo create in maniera diversa e per una finalità diversa, poi bisognerebbe educare le bambine con dei valori, lontano dai modelli delle veline e delle attrici. Per noi musulmani ci sono gli eccellenti esempi delle Madri dei Credenti e delle Compagne del Proefeta saas, che Allah swt ci doni di seguire le loro orme per poter essere con loro nel paradiso, amin.

  5. CinziaAicha says:

    Maria
    carissima pace a te
    sto scrivendo proprio qualcosa di qst genere x islam-online, io non sono famosa x essere misericordiosa …. bensì sferzante e forte con la Ummah
    lo sono meno con chi non fa parte della Ummah perchè di loro semplicemente non mi interessa… li guardo con tanta pena ….
    uno slogan va benissimo :-) pensalo e poi chissà ;-)
    Bushra tesoro,
    io penso che le ns critiche , come sopra dicevo a Maria, dovrebbero essere solo all’interno…prima noi stesse tutti i giorni e poi le ns sorelle e fare il possibile x migliorare la Ummah inshAllah
    le altre non muslims …???? speriamo capiscano da noi ;-)

  6. maria says:

    carissima sorella Aisha non sono famosa e non voglio diventarlo spero di piacere ad Allah swa e di essere una buona musulmana insha allah, non vado a gridare ai quattro venti gli errori degli altri, è giusto quello che dici prima di tutto giudico il mio comportamento e ogni giorno cerco sempre di migliorarmi e cercare di imparare da chi ne sa più di me, il mio voleva essere uno sfogo perchè ho sofferto a vedere come la comunità della mia città si è divisa in gruppi, le soluzioni solo Allah swa può darcele, ma insieme a voi cercavo risposte o perlomeno sentire che in altre comunità esiste ancora unione tra musulmani insha allah un abbraccio a tutte

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>