Donne festeggiate studiando!!!!

Festeggiare 8 marzo studiando…

“ La donna  musulmana alla ricerca della Conoscenza”

di Cinzia Aicha Rodolfi

 

“L’istruzione porta alla conoscenza e quindi alla libertà consapevole”  è un assioma universalmente valido, ma nell’Islam : istruzione = libertà non è semplicemente un postulato ben evidente bensì anche lo strumento per accrescere la Fede e perciò raggiungere l’obiettivo.

L’istruzione che diventa fonte di grande ricchezza e libertà nonché il riconoscimento dei diritti umani più importanti ; è il supporto della dignità  come “anime” uguali davanti a Dio che hanno il dovere di comprendere il Suo messaggio;  è protezione contro l’oppressione e l’ingiustizia perché dà le capacità ; è infine presa di coscienza attiva per ogni  scelta consapevole e matura compiacendo l’Altissimo.  Studiare per non commettere errori e imparare a ragionare in modo indipendente.

“Le donne,  le donne, le donne” : il  Profeta Mohammed ( pace e benedizione su di lui ) prima di  morire ricordò le creature femminili che nella sua vita esemplare aveva sempre difeso e aiutato.  Egli esortò solennemente la sua già grande comunità a trattarle bene. Durante gli anni della sua missione profetica, sempre con molta attenzione e dedizione incoraggiava , in ogni circostanza le donne, che per secoli erano rimaste senza istruzione,  ad imparare , leggere e ascoltare ,  e ricercare ogni via di accesso al sapere.

Innegabilmente l’Islam ha incitato in modo chiaro gli uomini  e le donne ad acquisire il sapere.

La donna nell’Islam, la sua importanza come Creatura di Dio, le caratteristiche, le sue specificità, i diritti e i doveri : è uno dei temi più discussi oggi in occidente, dove sono arrivati preconcetti sbagliati a causa della cattiva comprensione, spesso sbagliata interpretazione di una lettura prettamente maschile dei testi (tafsir) pregorativa degli uomini proprio perché le donne non avevano l’alfabetizzazione per poterlo fare.

La colpa  del comportamento di analisi  imputato ingiustamente a precetto religioso, è stato frutto di un ignorante mescolanza di concetti delle culture ataviche  pre-islamiche, e dei  successivi interessi propriamente maschili e timori esagerati causati dai colonialismi (quando gli uomini temevano le donne acculturate si sarebbero allontanate dalle culture orientali) .

Parlando di Islam come Religione arrivata attraverso tutti i Profeti ovvero Parola di Dio l’Altissimo rivelata, non possiamo inventare nulla o fare alcuna filosofia soggettiva, bensì attenerci scrupolosamente e perfettamente alle Fonti : il Corano e la raccolta dei detti dell’ultimo Inviato di Dio. Il Corano è  un Libro che parla all’umanità intera e che  sottolinea in continuazione la sensibilità femminile e gli attributi della donna.

La comunità musulmana degli ultimi secoli si è allontanata dalla sua religione, di cui ha trascurato i grandi precetti e i nobili principi, oppure molto spesso li ha male applicati.  Ci sono stati secoli d’oro dell’Islam dove tantissime donne colte leggevano e interpretavano le Fonti, poi altri  anni in cui la lettura delle Fonti appunto fu esclusiva nelle mani degli uomini e di  scuole interpretative molto sterili e pragmatiche.

Noi Credenti dobbiamo studiare le Fonti in modo imparziale, leggerle  attentamente e scrupolosamente, comprenderle prima con il cuore e comprendere soprattutto il messaggio globale dell’Islam  ed adoperarci al nostro meglio per vivere gli insegnamenti, i precetti, gli obblighi ed anche i consigli in tutta la nostra quotidianità .

Quando invece questo studio e sforzo nell’apprendimento e assimilazione e chiaramente giusta comprensione viene a mancare succede evidentemente che elementi culturali e folkloristici, pagani ed etnici, atteggiamenti di comodo vengono ad insinuarsi nel tessuto sociale e scambiati per precetti religiosi vanno a confondere e spesso cambiare ogni valore e persino ogni obiettivo.

Successe che addirittura si cambiò l’obbligo all’istruzione anche per le donne in divieto ed esclusivo diritto per il sesso maschile, si ritenne che le menti femminili non avesso bisogno di acculturarsi , enorme sbaglio che causò infiniti problemi.  

La donna e l’uomo  nascono per il Volere di Dio che li Crea esseri complementari aventi davanti a Lui gli stessi diritti, ovvero davanti a Dio tutti gli uomini e tutte le donne create sono uguali ma : “….o gente , vi abbiamo creato  da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah  il più nobile tra voi è colui che più Lo teme

(  il più pio) ”(XLIX, 13)

 

“Quelli che invece credono e compiono il bene sono i migliori di tutta la creazione”(XCVIII,7) uguali a gareggiare nel fare il bene, nell’avere il migliore Islam, le migliori intenzioni e il cuore migliore per il premio finale ovvero i Giardini dell’Eden.

 

Questa uguaglianza davanti al Creatore, dove porteremo il peso delle nostre azioni sulla base della nostra sottomissione, non impedisce di affermare un evidente diversità fisica o psicologica tra i sessi, che non ha alcun rapporto discriminante con i diritti umani evidentemente sanciti e sottolineati nel Testo sacro.

Le leggi coraniche sono state gradualmente adottate secondo sistemi socioculturali e sistemi di valori del tutto differenti e che non sono scomparsi con l’avvento dell’Islam, anzi ne forniscono gli elementi per direzioni interpretative diverse.

Seppur la natura biologica della donna sia molto differente l’Islam riconosce la parità ontologica ed escatologica tra uomo e donna e riconosce al femminile un ruolo fondamentale nell’armonia dell’universo.

La superiorità dell’uomo descritta in un versetto del Testo  : Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni”( IV,34)  è una frase che, soprattutto grazie ad interpretazioni forzate, è servita ai detrattori dell’Islam per tacciare la religione islamica di antifemminismo, il che non corrisponde a realtà.  Il Corano stesso lo dimostra più volte. Il termine “preposti” dall’arabo “qawam” significa: essere giusto, corretto, il sostentamento, mezzi per vivere, “sostegno per la propria famiglia” ed è ciò cui nell’Islam è tenuto l’uomo.

Frase che ha un implicito di dovere maschile, nel comportarsi in modo esemplare proprio per definizione e così gli uomini sono preposti alle donne, non perchè semplicemente sessualmente maschi, bensì perché debbono assumersi lo status di appartenenza ad un genere appunto preposto al ruolo di guida nella società e nella famiglia, comportandosi nel modo prescritto ed attenendosi scrupolosamente a molti doveri ed obblighi. Solo se si comporteranno in questo modo potranno avvalersi del loro diritto di essere preferiti appunto nella guida.  Il Profeta Mohammad (p.b.s.l) disse 

 “ Gli uomini migliori sono coloro che trattano meglio le loro mogli”

Non si può mai perciò prescindere da questa equivalenza fondamentale che mi piace esprimerla in gergo matematico :

gli uomini stanno preposti alle donne, come ( e quando )  il loro comportamento corretto sta a dimostrare la loro precisa comprensione del messaggio, e la loro superiorità non è autorità fine a sé stessa bensì  autorevolezza  e responsabilità laddove i loro doveri nei confronti del Creatore sono anche doveri di ottimo comportamento nella guida della famiglia e all’interno della società.

Tornando alle donne nell’Islam, dissipati dubbi circa una mal supposta  inferiorità che il nostro Legislatore non ha mai ammesso, e sapendole avere gli stessi diritti fondamentali,  mi piacerebbe mettere in evidenza un diritto che parte come un obbligo sacrosanto, che è stato spesso nella storia dimenticato, occultato , schiacciato….  e la prima causa di tanti problemi e tanti effetti negativi sulla società musulmana da secoli.

“ Allah eleverà il livello di coloro che credono e che hanno ricevuto la scienza  ( LVIII,2)

Essendo le donne le madri della società, nel nostro specifico di comunità islamica sono le madri dei musulmani e le educatrici degli uomini come si può anche solo immaginare di avere maestre di vita che NON hanno studiato? Che NON conoscano i precetti e le scienze islamiche fonti di tutto il sapere per crescere figli ovvero la futura società,  progredire camminando non solo religiosamente ma moralmente ed eticamente?  ( Aggiungo che  morale ed etica stanno all’interno dell’educazione religiosa, e nell’ Islam le scienze stanno all’interno della Rivelazione perciò lo studio delle Fonti è la base per qualsiasi altro studio )

La nostra ultima Rivelazione , per l’appunto quella del Corano disceso per Volere di Dio attraverso l’Arcangelo Gabriele sintetizza, conclude e legifera la storia della parola di Dio dalla nascita di Adamo, prima creatura sulla terra per tutto coloro che credono nel creazionismo.

La prima parola della Rivelazione fu : “ Leggi!!!”

Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, ha creato l’uomo da un’aderenza. Leggi, ché il tuo Signore è il Generosissimo, Colui Che ha insegnato mediante il calamo, che ha insegnato all’uomo quello che non sapeva…”XCVI ,1

Il Profeta Mohammed ( pace e benedizione su di lui ) era un uomo devoto, un uomo dal comportamento eccelso, integro , ma era illetterato perciò rispose che non sapeva leggere, ma Gibril insistette… e qui compare il primo punto fondamentale morale dell’Islam :

-  il sottolineare fortemente il dovere allo sforzo verso Dio ( che il arabo si chiama Jihad) verso l’apprendimento della Conoscenza prima di tutto e poi chiaramente l’assimilazione con la ragione e con il cuore mediante l’adorazione e la preghiera , poi necessariamente  la messa in pratica degli insegnamenti attraverso le azioni e il comportamento esemplare .

Non è un caso che la prima parola dell’ultima Rivelazione che conclude e racchiude tutte le Rivelazioni della parola di Dio sia “ Leggi!”  … e apunto leggendo il Corano ( la voce di Dio che parla all’umanità)  il musulmano impara cosa il suo Signore gli vuole dire, il Credente assimila , si sforza di comprendere e cresce nella conoscenza e consapevolezza.

Dunque partendo dalla comprensione più semplice e immediata, fermandoci a questo imperativo allo studio che è l’inizio di tutto:

Come possiamo pensare che ci siano esseri umani, creature del nostro Signore che non debbano avere questo obbligo?

Come possiamo pensare che da questo obbligo siano esonerati la metà delle creature umane ovvero le donne?

Il Legislatore non l’ha mai nemmeno lasciato supporre e perciò come mai ci sono stati negli ultimi secoli così tanti uomini che hanno vietato o semplicemente precluso questo obbligo alle donne?

Con questo si dimostra che l’obbligo allo studio è per entrambi i sessi un dovere soggettivo in primis, che diventa poi un bene oggettivo per la comunità, dato che, solo con lo studio si può comprendere e poi mettere in pratica ed educare nell’esempio consapevole e non ripetuto senza averlo ben compreso, ancora più grave senza averlo accettato.

Certamente non è un esagerazione accusare la privazione all’istruzione come una gravissima (se non la più grave) violenza subita per secoli dalle donne che causò scompensi e decadimento delle scienze islamiche che non ebbero più la partecipazione della sensibilità femminile. Il conseguente impoverimento e abbrutimento dei popoli cosiddetti islamici che persero quella raffinatezza e quello splendore dei primi secoli dell’Islam.

Perciò non può essere un caso che il declino dell’impero islamico e successivi problemi di ritorno all’ignoranza siano stati causati dalla mancanza di madri della società colte e attive.

Anche la scienza medica attuale ci ricorda che il cervello attivo e sano è un cervello che pensa e si sforza di memorizzare dati e nozioni e quando questo sforzo viene a mancare si atrofizza.

Non possiamo sminuire il ruolo della donna intelligente che alimenta le sue doti e la sua sensibilità attraverso lo studio e la comprensione e di conseguenza insegna in modo competente e cresce figli forti e capaci. Viceversa quando le donne ignorano e ripetono gesti, parole e atteggiamenti senza averli compresi cadono nel fraintendimento, nella sottomissione  maschile ed eccessiva adulazione senza ci sia autentica volontà. Facile vedere donne soccombere sotto il peso dell’ignoranza, diversamente difficile vedere falsi idoli dove vi sia uno studio profondo e la presa di coscienza.

Dando per scontato che la Fede in Dio nasce da una volontà di ricerca della Conoscenza, perché senza questa volontà non ci sarò mai la risposta, l’Islam ci esorta a non smettere mai di cercare, studiare e meditare perché come il fuoco viene alimentato dalla legna, la Fede cresce se alimentata dall’adorazione e dallo studio.

E si arriva a poter dimostrare che l’ imposizione didattica diventi grande ricchezza spirituale ed il verissimo primo diritto da rivendicare.  “O Signore, accrescimi in Conoscenza” XX,114 

La Conoscenza sacra è il maggior bene che Dio può concedere all’uomo ( Al- Bukhari) 

Come possiamo permettere che questo grande bene non debba essere concesso alle donne?

La morale è certamente un invito a tutte le donne musulmane di tutto il mondo a rileggere le Fonti che garantiscono i loro diritti, la loro vera libertà e la loro crescita spirituale obiettivo più alto inshAllah.

Le donne musulmane oggi devono avere una  forza e volontà  attiva e colta di dimostrare,  quanto effettivamente valgono e il ruolo importante che esse hanno e avranno nella costruzione di un futuro migliore proprio partendo dalla lettura e studio del testo Sacro , della Sunna e dei Tafsir di altre donne inshAllah .

About CinziaAicha

Muslima serva di Dio in cammino Fisabilillah e InshAllah milanese pragmatica ,ma africana nel cuore , ribelle ad ogni sopruso e ingiustizia , ostinata e caparbia indiscutibilmente rompiscatole ; studiosa fino all'ultimo giorno su questa terra ... mi sta a cuore la crescita culturale ed intellettuale delle donne muslime nel mondo verso la conoscenza e la consapevolezza , verso la Fede e il Timor di Dio ,verso il perdono e il Paradiso col permesso di Allah
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