La sensibilità del rapporto con Allah

Madārij āl-sālikīn -01
Link alla lezione in lingua araba: www.yaqob.com/web2/index.php/sawtyat/mada/1463

(Consiglio dello Shaīkh -che Āllāh lo protegga- per chi non parla la lingua araba. Imparate la lingua araba perché il traduttore per quanto possa perfezionare il suo lavoro non riesce comunque a far arrivare al lettore il significato inteso dalla Sharīcaħ; questo non per mancanza delle sue capacità personali ma per le capacità limitate delle lingue… lingue sulle quali Āllāh ha preferito la lingua araba, per trasmettere con essa la Sua rivelazione).
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Nota del traduttore:
In questa traduzione abbiamo cercato di lasciare i termini importanti in lingua araba, translitterandoli secondo la tabella in fondo al documento, per indicarne al lettore la pronuncia corretta. Si è scelto inoltre di spiegare il senso di tali parole nelle note per cercare di riportarne con esattezza il significato inteso nella lingua originale. Questo, con la speranza di riuscire a trarre massima utilità dalle nozioni, con la volontà di Āllāh l’Altissimo. Per informazioni o suggerimenti scrivere a: tarjama.rabbaniah@gmail.com.

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Madārij āl-sālikīn – 01

I livelli di coloro che percorrono [la strada verso Āllāh] – 01
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Chiedo protezione ad Āllāh da Satana il lapidato

Nel nome di Āllāh, Āl-Rahmān1 Āl-Rahīm2

In verità la lode appartiene a Āllāh; ringrazio Āllāh l’Altissimo, cerco soccorso in Lui e imploro il Suo perdono; in Lui mi rifugio contro il male che è dentro di noi e contro le malefiche conseguenze delle nostre azioni. Chi Āllāh guida, nessuno lo può sviare e chi Egli svia, nessuno lo può guidare. Testimonio che non c’è altro Dio all’infuori di Āllāh. Egli è l’Unico, senza alcun socio e testimonio che Muhammad è Suo Servo e Messaggero.

O Āllāh! Concedi la Tua grazia a Muhammad e alla famiglia di Muhammad come l’hai concessa a ‘Ibrahīm e alla famiglia di ‘Ibrahīm. Tu sei degno di tutta la lode e di tutta la gloria. O Āllāh! Concedi la Tua benedizione a Muhammad e alla famiglia di Muhammad come l’hai concessa a ‘Ibrahīm e alla famiglia di ‘Ibrahīm. Tu sei degno di tutta la lode e di tutta la gloria.

“O voi che credete, temete Āllāh come deve essere temuto e non morite non musulmani”. (3:102)
“Uomini, temete il vostro Signore che vi ha creati da un solo essere e da esso ha creato la sua sposa, e da loro ha tratto molti uomini e donne. E temete Āllāh, in nome del Quale rivolgete l’un l’altro le vostre richieste e rispettate i legami di sangue. Invero Āllāh veglia su di voi”. (4:1)

“O credenti, temete Āllāh e parlate onestamente, sì che corregga il vostro comportamento e perdoni i vostri peccati. Chi obbedisce a Āllāh e al Suo Inviato otterrà il più grande successo”. (33:70 – 71)

Ebbene…

Le parole più vere sono quelle di Āllāh l’Altissimo; E la miglior guida è quella di Muhammad, pace e benedizione su di lui, sulla sua famiglia e sui suoi compagni. La cosa peggiore è l’innovazione; ogni innovazione è eresia; ogni eresia è sviamento; Ed ogni sviamento sta nell’inferno.

Detto questo…
O miei fratelli in Āllāh! Giuro per Colui che schiude il seme e crea l’uomo che vi amo per Āllāh e chiedo ad Āllāh il Maestoso di riunirci con quest’amore sotto l’ombra del Suo trono quando non ci sarà ombra se non la Sua ombra; O Āllāh, rendi tutte le nostre azioni corrette e sincere per Te (per la Tua causa), per nessun altro eccetto Te.

Miei cari fratelli in Āllāh, come siete nei confronti di Āllāh? Come sono i vostri cuori nei confronti di Āllāh?

Ecco che siamo in onda sul canale “Āl-Rahmaħ”, chiedo ad Āllāh, sia esaltata la Sua Maestà, che ne faccia una misericordia e che ci doni, a noi e a voi, una misericordia da parte Sua con la quale poter fare a meno della misericordia di altri, oltre a Lui.

Così, fratelli, ho scelto il ramo della purificazione (tazkiīaħ) perché fosse l’argomento attorno al quale ruotasse il nostro incontro settimanale… che è stasera, la notte di martedì, la sera del lunedì. Quindi la notte del martedì. Dalla prossima settimana, con la volontà di Āllāh l’Altissimo la puntata verrà spostata a sabato, la notte della domenica, sempre nello stesso orario, alle ore nove. Quindi sabato, la notte di domenica vi parlerò della purificazione.

Abbiamo così scelto nel tema della tazkiīaħ, di trattare della scienza dei cuori, o per esser più precisi della scienza del cammino verso Āllāh, che vien trattato nel libro “Madārij āl-sālikīn, baīna manāzil ‘iīīāka na°budu ua ‘iīīāka nasta°īn” (I livelli -o gradini- di coloro che percorrono [la strada verso Āllāh] tra lo stadio di “a Te noi rivolgiamo la nostra obbedienza” e “a Te chiediamo sostegno”).
Fratelli, non intendo dire “abbiamo detto” oppure “ho detto”… ma comincerò assolutamente da capo, inizierò completamente dall’inizio per riuscire a disegnare una strada per il musulmano contemporaneo, una strada chiara che egli possa percorrere in maniera corretta, che sia esente dall’errore e che lo porti verso Āllāh l’Altissimo.

Cari fratelli dobbiamo sin dal principio sapere, e tutti noi lo sappiamo, per quale motivo siamo stati creati. Egli, gloria a Lui ha detto: “Non ho creato i jinn e gli uomini se non perché vivessero nella totale obbedienza a Me (perché rivolgessero a Me il culto e l’obbedienza)” (51:56); quindi tu sei stato creato, le tue articolazioni sono state rese malleabili, sei stato posto in questa esistenza e in questa vita terrena affinché tu vivessi in obbedienza totale ad Āllāh.

Questi atti di obbedienza (Cibādāt) che ti sono stati ordinati e resi obbligatori; atti come il taūhīd, inteso in tutti i suoi significati, e così anche il timore di Allah, la Sua supplica, l’amore per Lui, l’affidarsi ad Āllāh, l’aver certezza della Sua promessa, l’essere contenti di tutto ciò che da Lui ci proviene, il ritorno a Lui pentito e… E così la salāħ6,il digiuno, la zakāħ6, il hajj, il trattar bene i genitori, il tenersi in contatto con i propri legami di sangue, il tenersi lontano da tutto ciò che è proibito e… tutte le altre azioni che fanno parte
degli atti obbligatori o delle Cibādāt (atti di obbedienza) che ti sono stati imposti, o Musulmano… tutti questi riti di obbedienza sono stati istituiti per risanare il tuo cuore e purificare la tua nafs8.

Āllāh, sia esaltata la Sua Maestà ha detto quel che può essere tradotto come: “Guai agli associatori, coloro che non compiono la zakāħ” (51:6-7). Gli esperti di Tafsīr nella spiegazione di questa āāīaħ affermano: gli associatori sono coloro che non hanno purificato la loro nafs (la loro persona, il loro ego) col taūhīd. È per questo che Āllāh, gloria a Lui l’Altissimo ha detto quel che può essere tradotto come: “O voi che credete, i politeisti sono impurità” (9:28). In verità gli associatori11 sono un’impurità, un’impurità… quindi notiamo che la purificazione del cuore avviene col taūhīd.

Dopodiché viene la salāħ: “Ed esegui l’orazione. In verità l’orazione preserva dalla turpitudine e da ciò che è riprovevole” (29:45), quindi anche la salāħ è uno dei tipi di purificazione.

Dopodiché la zakāħ. Āllāh, gloria a Lui l’Altissimo, ha detto ciò che può essere tradotto come: “Preleva sui loro beni un’elemosina, tramite la quale, li purifichi” (9:103).

Così il digiuno… Āllāh gloria a Lui l’Altissimo ha detto ciò che può essere tradotto come: “O voi che credete, vi è stato prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto affinché diveniate timorati” (2:183).
Infine l’hajj… Āllāh gloria a Lui l’Altissimo ha detto quel che può esser tradotto come: “Chi decide di assolverlo, si astenga dai rapporti sessuali, dalla perversità e dai litigi durante il Pellegrinaggio” (2:197)… E così via… tutti gli atti delle Cibādāt (atti di obbedienza), tutti i pilastri dell’Islām hanno lo scopo della purificazione, l’obiettivo della purificazione del cuore.

Qual’è il significato della tazkiīaħ? Il significato linguistico, che è anche il significato religioso, è: sviluppo e purificazione. La purificazione consiste nel fatto che io purifichi il mio cuore e la mia nafs da tutto
ciò che s’infiltra in essa di sudiciume e di sporcizie, sia a livello percettivo (sensoriale), che morale… questa è la purificazione. Mentre lo sviluppo: consiste nel fatto che io sviluppi ciò che c’è in essa di buono… quindi purificarla di tutto il male che c’è in essa e riporre nel suo giusto posto il cuore, la ragione, la realtà e il pensiero. Dunque purificazione e sviluppo. Che io purifichi il male e sviluppi il bene. Questa è la tazkiīaħ; la tazkiīaħ deve essere un obiettivo.

La purificazione è lo scopo per il quale è stato mandato il Messaggero Muhammad, pace e benedizione su di lui. Osserva l’invocazione di nostro padre ‘Ibrahīm, su di lui la pace, quando disse ciò che può esser tradotto come: “O Signor nostro, suscita tra loro un Messaggero che reciti loro i Tuoi versetti, insegni loro il Libro e la saggezza e li purifichi. In verità Tu sei il Potente, il Saggio” (2:129). Desidero che tu scriva con me questa āāīaħ.
“O Signor nostro, suscita tra loro un Messaggero”; qual’é il compito di questo messaggero?
1- Che reciti loro le tue āāīāt.
2- Che insegni loro il Libro e la saggezza.
3- Che li purifichi.
“In verità Tu sei il Potente, il Saggio”. Āllāh ha risposto a questa invocazione, ma l’ha riordinata in maniera differente. Osserva la disposizione decisa da Āllāh in tre passi del Qur’ān: in Sūraħ Āl-Baqaraħ, in Sūraħ Āli °Imrān e in Sūraħ Āl-Jumcaħ. Ad esempio, Āllāh ha detto nella Sūraħ Āli cImrān ciò che può essere tradotto come: “Āllāh ha colmato [di grazia] i credenti, quando ha suscitato tra loro un Messaggero che recita i
Suoi versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la saggezza” (3: 164). Se ricordi l’invocazione di nostro padre ‘Ibrahīm, egli disse: che reciti loro le tue āāīāt, insegni loro e li purifichi. Il nostro Signore l’ha riordinato ed ha anteposto la purificazione (tazkiīaħ) all’apprendimento, così Egli gloria a Lui, ha detto:
1- Che reciti loro i nostri versetti (āāīāt)
2- Li purifichi
3- E insegni loro.

La causa della purificazione è anteposta all’apprendimento ed è per questo che Jundub ‘Ibn °Abdi-llāhi Āl-Bajilī ha detto: abbiamo vissuto una parte della vita in cui veniva conferita a uno di noi la fede (āl-’īmān) prima del Qur’ān. La conoscenza dell’’īmān, questa è la scienza della tazkiīaħ. La scienza dell’’īmān, è questo di cui occuperemo, °ilm āl-’īmān (la conoscenza della fede).

La scienza dell’’īman… Shaīkh Āl-’Islām ‘ibn Taīmiīaħ, su di lui la misericordia di Āllāh, vi ha dedicato un tomo nelle fatāūà, il decimo volume che si intitola “Il tomo sul comportamento”. All’inizio di questo libro, all’inizio della “Āl-tuhfaħ āl-cirāqiīīaħ” (Il capolavoro iracheno) egli afferma: “Sappi, che Āllāh possa usarti misericordia, che le azioni svolte dal cuore come l’amore, la paura, la supplica, l’affidamento, la certezza, la soddisfazione di ciò che ci proviene da Āllāh, il pentimento, l’umiltà, il timore e azioni simili sono obbligatorie (ūājib) per tutti gli individui responsabili, da principio, secondo la religione, al pari dell’obbligo della salāħ, del digiuno e della zakāħ”. Hai mai udito questo discorso prima d’ora?

La salāħ è un obbligo, è uno dei cinque pilastri dell’islām, uno dei pilastri della religione. Ebbene, a sua volta, uno dei pilastri della salāħ è il khushuū° (umiltà, quiete, concentrazione in essa) ed esso è un’azione del cuore. Puoi vedere un giovane che compie delle battaglie per discutere se il dito va mosso o meno durante il tashahhud oppure se chi prega deve scendere appoggiandosi sulle mani o sulle ginocchia per raggiungere la
posizione di sujūd, mentre egli non ha mai provato nessuno dei significati dello stato del khushuūc e non ha imparato come raggiungere l”ikhlāās.

Tante volte mi pongo la domanda… mai nella tua vita ti sei chiesto: come faccio a realizzare l”ikhlāās?
Hai mai chiesto: come faccio ad amare il nostro Signore? Come faccio a provare il desiderio di incontrarlo?
Come faccio a suscitare in me il desiderio di poter guardare al Suo Volto? Non ti è mai venuto in mente sentendo “Danne la lieta novella agli umili” (22:34) di pensare: come faccio ad essere uno degli umili? Hai mai cercato, sentendo “In verità Āllāh possiede dei contenitori, tra le sue creature, e i contenitori di Āllāh tra le sue creature sono i cuori dei suoi servi devoti; di essi i più amati da Lui sono i più morbidi e teneri”, come faccio ad essere uno di essi? Questa è la questione.

Vi è gente occupata dalla vita mondana, dalle sue preoccupazioni, dai suoi piaceri, dai suoi peccati ed altre persone sono occupate dalla religione ma solo nell’esteriorità e nell’apparenza, persone che han dimenticato che la base della questione sono il cuore e le azioni svolte dal cuore.
La domanda è… dov’è il tuo cuore, o servo di Āllāh? Voglio che tu non discosti questa domanda dalla tua mente, così come se nulla fosse, ma concentrati e rispondimi. Dov’è il tuo cuore? Dov’è il tuo cuore, o servo di Āllāh? Abbiamo necessità di una risposta reale, concreta, pratica… dov’è il tuo cuore? Āllāh, gloria alla Sua Maestà ha detto ciò che può essere tradotto come: “O voi che credete, rispondete ad Āllāh e al Suo

Messaggero quando vi chiama a ciò che vi fa rivivere e sappiate che Āllāh si frappone tra l’uomo e il suo cuore” (8:24). “O voi che credete, rispondete ad Āllāh e al Suo Messaggero quando vi chiama a ciò che vi fa rivivere”, quando vi invita verso ciò che vi fa rivivere. Si tratta proprio di questo… tu sei morto. Per davvero sei morto, come rivedremo nel libro “Madārij”: “Lo stato di veglia consiste nel fatto che il cuore venga scosso dalla paura della presa di coscienza mentre prima era nel sonno degli incuranti”. ‘Ibn Āl-Qaīīm, nella
spiegazione, dice: “Il servo si trovava nel sonno dell’incuranza, il suo cuore dormiente e il suo occhio sveglio; i suoi occhi sono aperti ma il suo cuore dorme”. Egli vive, mangia, beve e dorme, va e viene… ma è morto. Nella realtà egli è morto. Quanti di quelli che vedi oggigiorno sono “morti e non vivi, e non sanno affatto quando saranno resuscitati” (16:21). La vita reale è la vita del cuore “O voi che credete, rispondete ad Āllāh e al Suo
Messaggero quando vi chiama a ciò che vi fa rivivere” dopodiché “sappiate che Āllāh si frappone tra l’uomo e il suo cuore”. (Oh Āllāh, non interporre mai un ostacolo tra noi e tra un bene. Oh Āllāh, insegnaci il bene, guidaci ad esso, usaci per il suo fine e accettalo da noi, oh Tu che sei il Vivente, Colui che sussiste da Se Stesso e da cui tutto trae sussistenza).

Fratelli,
Vi ricordo che vi amo per Āllāh. Questo deve diventare il tuo obiettivo… dov’è il mio cuore? Con chi è il mio cuore? Che cosa fa il mio cuore? In questo modo rimarrà questa la questione di cui ti occupi, che ti impegna… notte e giorno sei impegnato a seguire il tuo cuore.

Il Profeta (s) ha detto ciò che può esser tradotto con: {In verità Āllāh non guarda alle vostre sembianze e nemmeno ai vostri corpi, invece guarda ai vostri cuori}. Ahh… osserva… nel momento in cui sai che Āllāh, gloria alla Sua Maestà, guarda al tuo cuore. Questo tuo cuore, mentre Āllāh lo osserva, contiene ciò che egli detesta. Quindi Āllāh l’Immenso, il Sublime, il Maestoso, il Grande, il Potente, Colui che costringe al
Suo volere, Āllāh, vede ciò che Egli detesta e nonostante questo pazienta su di te. Egli ti dà tempo, come se lasciasse passare tutto (impunito)… così vedi le mani dei peccatori libere, come se non ci fosse ostacolo ad esse, ma quando Egli li prende (col castigo), li prende con la presa di Colui che costringe al Suo volere.
{In verità Āllāh non guarda alle vostre sembianze e nemmeno ai vostri corpi, invece guarda ai vostri cuori}…
quindi Āllāh guarda al tuo cuore.

Subhāna Āl-Malik!
I cuori sono di due tipi: un cuore vivo e un cuore morto. Dice il Tuo Signore, sia gloria alla Sua Maestà ciò che può essere tradotto con: {Ed è così che ti abbiamo rivelato uno spirito [che procede] dal Nostro ordine. Tu non conoscevi né la Scrittura, né la fede. Ne abbiamo fatto una luce per mezzo della quale guidiamo chi vogliamo, tra i Nostri servi.} (42:52). I nostri sapienti, coloro che si occupano di Tafsīr, cosa dicono a proposito di questa āāīaħ? Per quanto riguarda l’affermazione di Āllāh, sia gloria alla Sua Maestà, che può essere tradotta come {Ed è così che ti abbiamo rivelato uno spirito}, essi affermano che questo
Qur’ān è spirito, vita. Questo Qur’ān l’ha ricevuto il Messaggero di Āllāh, la pace e le benedizioni siano su di lui. Che cosa dicono inoltre? E come eri nel ventre di tua madre un grumo di sangue senza senno, una nutfaħ (goccia di sperma), poi una °alaqaħ ed infine una mudghaħ, dopodiché Āllāh ti mandò l’angelo che soffiò in te lo spirito e così sei diventato un uomo sano, alla stessa maniera questo cuore è un grumo di sangue senza senno; il cuore non è altro una che un organo, un pezzo di carne, se però tu lo consegni al Messaggero
di Āllāh, la pace e la benedizione di Āllāh siano su di lui, che vi soffia in esso dello spirito che ha ricevuto (il Qur’ān), questo cuore diviene vivo e palpita con vitalità. Di questo si tratta. Il cuore rimane morto finché non riceve la vita; e la vita sta nella Legge e nella Religione. Ha detto il Re, il Maestoso, Āllāh gloria a Lui l’Altissimo quello che può essere tradotto con: “Forse colui che era morto, e al quale abbiamo dato la vita, dandogli una luce per camminare tra gli uomini, sarebbe uguale a chi è nelle tenebre senza poterne uscire? Così vengono abbellite a(gli occhi dei) miscredenti le loro azioni.” (6:122).

È questa la questione oggigiorno, il tema che desidero che diventi l’obiettivo della tua vita: il tuo cuore.
Vivo oppure morto? Tu, da quando Āllāh ti ha creato sulla superficie di questa Terra, sei in cammino verso il nostro Signore. In cammino… Oggi siamo alla fine dell’anno 1428H e ci stiamo inoltrando nel 1429H… quanti anni della tua vita sono passati? Tutti questi anni tu eri in cammino verso il nostro Signore e sarai in cammino fino a quando non terminerà il tuo tempo predestinato e cadrai nella tomba.

Ma la gente è di due tipi: uno è in cammino verso il nostro Signore nella maniera che Egli accetta e ama e la sua strada è il paradiso e un altro cammina seguendo i suoi piaceri; anche questo secondo tipo è in cammino verso il nostro Signore ma nella maniera che Āllāh detesta e questo cadrà nel Fuoco; chiediamo protezione ad Āllāh dall’essere di questi ultimi. Quindi tu sei uno tra due: per il paradiso o per l’inferno… scegli te per te stesso, o servo di Āllāh. Ha detto Āllāh gloria a Lui l’Altissimo ciò che può essere tradotto con: “Colui che sarà precipitato nel Fuoco, avrà forse sorte migliore di chi giungerà con sicurezza al Giorno della Resurrezione? Fate pure quel che volete, Egli ben osserva quello che fate.”(51:40). Ascolta questa āāīaħ un’altra volta. Dice Āllāh gloria a Lui l’Altissimo ciò che può essere tradotto con: “Colui che sarà precipitato nel Fuoco, avrà forse sorte migliore di chi giungerà con sicurezza al Giorno della Resurrezione? Fate pure quel che volete, Egli ben osserva quello che fate.”

Fratelli,
È questo il nostro argomento in questa puntata, il cammino verso Āllāh. Madārij āl sālikīn…
in modo che tu salga questi livelli scalino per scalino verso Āllāh gloria a Lui l’Altissimo, per arrivare a Lui, sia esaltata la Sua Maestà. Questi livelli rappresentano una scienza da conoscere poiché la strada verso Āllāh si percorre con i cuori e non con i piedi. Āllāh vuole da te il tuo cuore. Il Profeta (s) ha detto quello che può essere tradotto come: “In verità nel corpo vi è un organo, se esso è sano tutto il corpo è sano, se invece è malato tutto il corpo è malato” per questo i cuori rappresentano una scienza a sé.

Vi sono le scienze del Tafsīr, del Fiqh, del Tajūīd, del ‘usūl, del Mustalah, della lingua e dei
qulūb (dei cuori), ma io definisco °ilm āl-qulūb, la scienza delle scienze perché ogni scienza delle scienze della Sharī°aħ, se non si lega a questa scienza e non ne fa un giudice su di sé esce dalla sfera della devozione al Signore, cosa che è invece richiesta in tutte le scienze della Sharī°aħ. Si tratta dunque di °ilm āl-qulūb.

Mi chiederai: ebbene, cosa intendi di principio con °ilm āl-qulūb? Con °ilm āl-qulūb intendo ciò che consiste nelle azioni messe in atto dal cuore, conoscere le azioni del cuore, che sono: āl-’ikhlās (come dedicare le proprie azioni nella loro totalità ad Āllāh), l’amore (l’amore per Āllāh intendo), la paura del castigo di Āllāh, la speranza nella misericordia di Āllāh, l’affidamento a Lui, l’aver certezza nella Sua promessa, la soddisfazione di ciò che Egli ci da, il pentimento, l’umiltà, il timore… tutti e cento i livelli di cui tratteremo.

°Ilm āl-qulūb… se questa scienza non viene usata come giudice dal Sapiente esperto di Tafsīr o di Fiqh, questo Sapiente dove va a finire? Finisce che segue i suoi piaceri. Come? Cosa significa ciò? Ascolta con me questo Hadīth che fa sbiancare i capelli. Disse il Messaggero di Āllāh, pace e benedizione su di lui, ciò che può essere tradotto come: “I primi ad essere usati come combustibile per il Fuoco [il Giorno del Giudizio] sono tre: [il primo] è un uomo a cui Āllāh ha donato una scienza; Āllāh gli fa ricordare la Sua grazia su di lui
ed egli la ammette. Dice [Āllāh]: “Servo mio, ti ho donato la scienza, cosa ne hai fatto?”. Egli risponde: “L’ho insegnata per compiacere Te, oh Signore”. Dice [Āllāh]: <<Hai mentito. Hai insegnato perché si dicesse: <Egli è un Sapiente>, e questo è stato detto [dalla gente]; ciò è stato detto ed ora tu non hai nessuna ricompensa presso di Me>>. Poi costui viene trascinato sul volto verso Jahannam (il Fuoco)”.

Ti dico che questo Hadīth fa sbiancare i capelli. Questo uomo è un Sapiente, Āllāh è stato testimone su questo, Egli gli ha detto: “Servo mio, ti ho donato la scienza…” quindi aveva la scienza o no? Rispondimi, dammi una risposta! Il nostro Signore gli dice: “Ti ho donato la scienza”, io ti ho dato la scienza, quindi di scienza si tratta, no? Si tratta di un Sapiente… il nostro Signore gli ha donato la scienza ed Egli è stato testimone che il servo era un Sapiente, “ti ho donato la scienza”.

Il nostro Signore gli ha detto inoltre: “Hai insegnato”. Il servo dice: “L’ho insegnata per compiacere Te, oh Signore”. Dice [Āllāh]: “Hai mentito. Hai insegnato perché si dicesse: <Egli è un Sapiente>”. Quando il nostro Signore gli dice, “Hai insegnato”, questo significa che egli ha insegnato, no? Sì, ci sono persone che hanno tratto utilità da lui e hanno imparato. Il nostro Signore gli dice: “Hai insegnato”. Ed era famoso… questo con
la prova che il nostro Signore gli dice: “E questo è stato detto [dalla gente]”, (O Signore, spero che tu riesca a comprendere!). Cerca di comprendere con me questo… si tratta di un Sapiente, il nostro Signore gli ha donato la scienza… Un Sapiente, il nostro Signore ha testimoniato che egli era un Sapiente; e un maestro, il nostro Signore ha testimoniato che egli insegnò. E pure era famoso ed influente e il nostro Signore ha testimoniato
che la gente ha detto… e nonostante questo è il primo che viene trascinato sul suo volto verso il Fuoco! Sì, prima degli adulteri, dei ladri, dei corruttori e dei licenziosi.

Per Āllāh, dimmi, non è questa una cosa che fa venir paura? Non è una cosa spaventosa? Non è una cosa che fa intristire? Di questo si tratta… poiché egli ha perso l”ikhlās (il fatto di dedicare le proprie azioni nella loro totalità ad Āllāh). Hai insegnato per divenire famoso, per essere amato dalla gente, per essere rispettato dalla gente, per essere servito dalla gente, per essere lodato dalla gente, per essere elogiato dalla gente, per essere conosciuto dalla gente, per essere addidato dalla gente, per diventare una persona eminente, per diventare ricco, per essere meglio della massa, per e per… per ottenere qualcosa in questa vita!

Quello che fa perder la ragione, che fa impazzire per davvero, è che quest’uomo è un Sapiente e un maestro, influente, famoso, ha tanti alunni, discepoli e seguaci… e alla fine finisce a Jahannam… di questo si tratta: se il Sapiente non fa in modo che la scienza dei qulūb faccia da giudice su di lui tramite l”ikhlās, con la paura [dell'ira del] nostro Signore, il timore di Lui, la modestia davanti a Lui, l’umiltà di fronte a Lui, il tremolio del cuore al Suo ricordo. Se il Sapiente non usa questa conoscenza per auto-giudicarsi finisce per esaltarsi
(vantarsi e compiacersi di se stesso) della scienza.

“Quando viene fatta scendere una Sūraħ, alcuni di loro dicono: <<A chi di voi [questa Sūraħ] ha fatto accrescere la fede?>>. Quanto a coloro che credono, essa accresce la loro fede ed essi se ne rallegrano.
Quanto a coloro che hanno una malattia nel cuore, essa aggiunge sozzura a sozzura” (9:124,125). Vedi cosa ci dice qui °ilm āl-qulūb? Dice che la singola āāīaħ fa aumentare la fede di uno e fa aumentare l’altro di sozzura e impurità. Ascolta la āāīaħ una seconda volta: “Quando viene fatta scendere una Sūraħ, alcuni di loro dicono: “A chi di voi [questa Sūraħ] ha fatto accrescere la fede?”. Quanto a coloro che credono, essa accresce la loro fede ed essi se ne rallegrano. Quanto a coloro che hanno una malattia nel cuore, essa aggiunge sozzura
a sozzura”. Cos’è che afferma Āllāh gloria a Lui l’Altissimo in questo Qur’ān? Egli ci informa di ciò che accade a coloro che hanno i cuori malati, quando sentono la recitazione del Qur’ān: “e coloro che invece non credono, nelle loro orecchie vi è sordità e su di loro esso [il Qur'ān] sarà accecamento (sentendo il Qur’ān non vedono la luce della verità e rimane il dubbio ad impossessarsi di loro)” (51:44). Āllāhu ‘Akbar!

Proprio per questa ragione mi rivolgo a coloro che ricercano la scienza, ai nostri bravi ragazzi, ai nostri ragazzi più giovani, a coloro che ricercano la scienza e alla stessa maniera ai du°aħ emergenti, i nostri amati in Āllāh, coloro che si impegnano nel ricercare la scienza, nello scrivere libri, nella da°uaħ… considerando anche la confusione che c’è nei canali satellitari oggigiorno. Può essere che la scienza stessa sia per lui nociva se colui che la possiede non è controllato da °ilm āl-qulūb, che è la conoscenza del’ikhlās, la conoscenza della paura [del castigo] di Āllāh, la conoscenza di sapersi controllati sempre da Āllāh, la conoscenza del timore di Āllāh, di questo si tratta. Per questo io dico: cilm āl-qulūb si chiama “la scienza delle scienze”, per il fatto che se il Sapiente, il conoscitore e il Muftī, se questi non si adornano del timore di Āllāh (taqūà)…; Il Messaggero disse “il timore sta qui” e indicò il suo petto. Perciò il timore di Āllāh dove si trova? Nel cuore, proprio qui. E
se il timore sta proprio qui [nel cuore] vuol dire che fa parte delle azioni svolte dal cuore, fa parte di °ilm āl-qulūb. Se il Muftī non si adorna del timore di Āllāh e del Suo controllo emetterà fataūà basate sui suoi piaceri e come gli va in quel momento, finirà per dire ciò che piace alla gente se non è consapevole dello sguardo del nostro Signore su di lui. Se invece egli è vigile verso lo sguardo del nostro Signore riuscirà a dire solo ciò che fa compiacere il nostro Signore e non ciò che fa contenta la gente… egli riuscirà a dire ciò che ama il nostro Signore e non ciò che ama la gente; la sua preoccupazione rimarrà quella di compiacere Āllāh e di starelontano dalla Sua ira, non quella di compiacere la gente e star lontano dall’ira della gente. Quindi se °ilm āl-qulūb non fa da giudice sul Muftī questo lo porta a deviare verso una strada opposta a quella della scienza.
Alla stessa maniera se °ilm āl-qulūb non fa da giudice su colui che si occupa di fare dacuaħ, come su colui che si occupa di Tafsīr o sul sapiente o su colui che si occupa di ‘usūl, e così per tutte le scienze… tutte le scienze necessitano questa scienza.

Secondo: questa scienza è la scienza del cammino verso Āllāh. Di questa scienza si sono specializzate delle persone che si sono dati il nome di Sufi e hanno fatto di questa scienza una scienza riservata a una determinata categoria di persone, a una cerchia ristretta, molto limitata… nonostante il fatto che questa scienza sia obbligatorio considerarla la scienza della massa; inoltre essi hanno forgiato dei termini specifici per questa scienza che somigliano ai termini usati in un indovinello. Parole che non sono comprensibili. Per questo ti dirò una cosa… un esempio semplice … nel libro “Madārij”… un esempio vicino, nel libro. Vediamo cosa dice nel libro Madārij, ad esempio nello stadio della tuma’nīnaħ (serenità)… vedi che per questo stadio l’Imam Āl-Haraūī cosa dice? Egli afferma che la tuma’nīnaħ (serenità) è “la tranquillità della sicurezza nel riposo del conforto”, la tranquillità della sicurezza nel riposo del conforto. A questo punto un uomo che ha letto nel Qur’ān l’affermazione di Āllāh, gloria a Lui l’Altissimo che possiamo tradurre come: “Coloro che credono, che rasserenano i loro cuori al Ricordo di Āllāh. In verità, i cuori si rasserenano al Ricordo di Āllāh”. (13:28)
… Āllāhu ‘akbar! Gli è piaciuto questo passo! Dice Āllāh: “Coloro che credono, che rasserenano i loro cuori al Ricordo di Āllāh. In verità, i cuori si rasserenano al Ricordo di Āllāh; coloro che credono e operano il bene, avranno la beatitudine e il miglior rifugio”.
Quest’uomo dopo aver letto questi due o tre passi del Qur’ān ha pensato fra sé e sé “desidero proprio sapere in che cosa consiste la tuma’nīnaħ (serenità)” quindi legge la definizione del nostro autore “la tranquillità della sicurezza nel riposo del conforto”. Come? Di nuovo legge “la tranquillità della sicurezza nel riposo del conforto”… Chi nella nostra epoca riesce a capire termini come questi?
Nella spiegazione della tuma’nīnaħ vengono usati proprio questi termini, se consulti il libro Madārij li troverai tali e quali. La tuma’nīnaħ è “calma rafforzata da sentimento di reale sicurezza, a pari livello di intensità”. Può darsi che voi stiate già capendo in questo momento… sono proprio queste parole che voglio spiegare ai giorni nostri (O Āllāh donami il lieto fine -della vita terrena-, fai sì che possa morire da musulmano e fai sì che la mia
discendenza sia a Te devota). Desidero, prima di morire, spiegarti che cos’è la tuma’nīnaħ. Non voglio dirti che si tratta di “calma rafforzata da sentimento di reale sicurezza, a pari livello di intensità”, non voglio spiegartela in questo modo. Voglio spiegarti con parole attuali, che tu riesca a capire e a mettere in pratica per poter raggiungere questa tuma’nīnaħ, per capire come fare a viverla, a provarla. Io dico questo: Che non si tratta di una scienza riservata agli eletti! No, questa è la scienza della massa… di tutti i musulmani: del contadino, del falegname, dell’idraulico, dell’addetto all’igiene dell’ambiente, dello spazzino, della donna, di colui che sa leggere come dell’analfabeta. Tutti hanno bisogno di tuma’nīnaħ. Vero o no? Tutti han bisogno di ‘uns (tranquillità, pace), di sentire la tranquillità nella vicinanza ad Āllāh.
Per questo quando parlo adesso dei gradini, lo stadio della “veglia”, poi dello stadio della giusta “veduta” e così dello stadio del “pensiero”, della “volontà”, del “rendiconto”, del “pentimento”, del “ritorno”. Questo è l’ordine dei livelli. Ti dico, ad esempio, che il gradino dell’’uns (della tranquillità) è posto al sessantacinquesimo posto mentre tu potresti già sentirlo da adesso… solo che non sai che si tratta di questo.
Mio fratello Mahmūd stava percorrendo una strada e a un certo punto il nostro Signore l’ha guidato, ha desiderato per lui il pentimento e l’ha riportato a sé; così è venuto con me per compiere una °umraħ (visita presso la Sacra Casa a Makkah) e mentre stavamo compiendo il rito della °umraħ, dopo che egli si era pentito ed era accorso verso Āllāh l’Eccelso, il Maestoso… non che facesse niente di male ma si è pentito, ciò che intendo è che è diventato pienamente osservante. Qual’è il fatto che ci interessa? Il fatto che egli mi disse: <<Sento una sensazione bellissima dentro di me. Non so di cosa si tratta ma il mio grande timore è che io possa perderla>>. Di questo si tratta. Il Musulmano può essere all’inizio del suo cammino verso Āllāh… nel momento in cui si è pentito ha provato la sensazione di ‘uns (tranquillità), di ‘ikhbāt (umiltà), di hubb (amore), di shaūq (desiderio di incontrare Āllāh). Li prova, li assapora. Questo è un puro dono da parte di Āllāh, non un dono guadagnato con tante salāħ e neppure con tanto digiuno, questo individuo è da poco entrato e il nostro Signore gli ha donato il poter provare tutti questi significati come regalo. Il regalo dell’essere entrato presso [la strada di] Āllāh. Egli è entrato nella strada che porta al nostro  Signore così Egli gli ha dato in regalo queste sensazioni; ma in seguito, tutto quanto svanirà se egli non lo conserva con il suo sforzo.

È per questo che tu, tu e tutti quanti noi all’inizio abbiamo provato tutti questi significati e dopo poco, questi sono svaniti. Sono scomparsi questi significati e noi siamo rimasti seduti a rimpiangerli. Uno potrebbe chiedere: O Shaīkh, questi significati si possono riprovare una seconda volta? Certo, è possibile! Solo che adesso li devi raggiungere con le tue azioni. All’inizio li hai presi in regalo… li vuoi un’altra volta? Ora che li hai assaporati… li vuoi avvertire un’altra volta? Allora datti da fare e prendili con il tuo guadagno. Cosa intendo dire dunque? Cos’è ciò di cui sto parlando? Voglio dire che questa conoscenza, °ilm āl-qulūb, non è la scienza riservata a pochi eletti, non è la conoscenza riservata ai Sapienti, non è la scienza degli eletti tra gli eletti, non si tratta d’indovinelli, no. Questa è la conoscenza della gente comune, ciò che dovrebbe imparare ogni musulmano. Alla stessa maniera in cui imparo come compiere il ūduū’ (compiere il lavaggio per la salāħ)
ho necessità di imparare come realizzare l’ikhlās. Alla stessa maniera in cui imparo come compiere la salāħ ho necessità di imparare come amare il nostro Signore. Alla stessa maniera in cui imparo come compiere l’hajj ho necessità di imparare come camminare verso il nostro Signore, come arrivare a Lui, come elevarmi verso di Lui, ho necessità di sapere com’è la Sua considerazione di me. Queste questioni hanno bisogno di essere
imparate. Conoscenza.

Conoscenza. Se qualcuno mi dicesse: dove sono i libri da cui posso imparare oggigiorno? Vogliamo imparare. Il problema sta nei libri.
Oppure se uno dei giovani che ricercano la scienza volesse far polemica e dicesse adesso: i Compagni conoscevano questa scienza, o Shaīkh? Sì! I Compagni sono i maestri di questa scienza, questo argomento li compete. Tutti quanti conosciamo il Hadīth di Hanzalaħ (trad. significati): “Hanzalaħ è diventato ipocrita!” Come? “Quando siamo presso di te, o Messaggero di Āllāh ed tu ci ricordi il Paradiso e l’Inferno è come se ce li avessimo davanti, ma quando usciamo da te [O Messaggero di Āllāh] stiamo con le mogli, facciamo giocare
i bimbi, ci occupiamo dei nostri affari e dimentichiamo tanto!”. Queste parole sono conoscenza, conoscenza vera. Hanzalaħ di cosa si lamentava? Domanda. Hanzalaħ dice al Messaggero pace e benedizione su di lui: O Messaggero di Āllāh quando siamo presso di te e ci ricordi il Paradiso e l’Inferno è come se ce li avessimo davanti… quando siamo davanti ai tuoi occhi, nel masjid, e ci ricordi, O Messaggero di Āllāh, il Paradiso e l’Inferno è come se vedessimo il Paradiso e l’Inferno con i nostri occhi, è come se ce li avessimo davanti, poi
quando usciamo dal masjid e ritorniamo a casa, perdiamo questa visione: stiamo con le mogli, scherziamo con loro, abbiamo con loro dei rapporti, facciamo giocare i bambini… ho due bambini che mi saltano sulle spalle, li tolgo e li rimetto giù, gioco con loro, li rincorro e poi: “hahahaha”, ridiamo. Poi mi occupo degli affari, ho un pezzo di terra che vado a zappare, coltivare, sradicare le erbacce, e così vendo, compro e discuto col
venditore, discuto col macellaio e faccio la spesa. Viviamo cioè la nostra vita quotidiana… e perdiamo questa visione.
È come se egli dicesse: “O Messaggero di Āllāh quando stavo comprando dal macellaio e vendevo al contadino non stavo vedendo il Paradiso e l’Inferno; e quando facevo giocare i bambini, pettinavo le bambine ed educavo il ragazzo e chiamavo mia moglie, scherzavo con lei e giocavo con lei non stavo vedendo il Paradiso e l’Inferno”. Questa è la lamentela di Hanzalaħ. La lamentela del fatto che il cuore è cambiato. Dall’umiltà e il timore, dall’amore, dal desiderio di incontrare Āllāh e dalla luce si è rivoltato il cuore ed è divenuto tenebroso.
È questa la conoscenza, no? Sono queste le parole, no? È questa la realtà, no?

Parlando di realtà dobbiamo dire che il problema delle persone che hanno trattato di questa scienza, quando i Sufi ne hanno fatto una scienza privilegiata, è che queste persone hanno diviso la religione in due parti: “al-haqiqaħ” (la realtà) e il “sharc” (la Sharīcaħ, legge). Vedendo che coloro che ricercavano la scienza erano occupati con la scienza, ad accertarsi della conoscenza, a classificare gli Hadīth come autentici o deboli, a rispondere alle questioni che vengono poste nel Fiqh, a rispondere a coloro che hanno violato la Legge e alle loro eresie etc., si erano scordati degli stati del cuore. Gli altri invece, quelli che si occupavano degli stati del cuore, erano persone impegnate a seguire gli stati del cuore, dediti al culto, alla rinuncia, al timore, alla modestia, ma avevano dimenticato la questione della scienza; così la religione si è divisa in due metà: hanno chiamato “haqīqaħ” quella che riguarda coloro che erano dediti al culto e alla rinuncia [di questa vita] e hanno
chiamato “Sharī°aħ” quella che riguarda la scienza, l’insegnamento della conoscenza, la da°ua e il rispondere a coloro che hanno violato la Legge. Questo è stato un grande problema. Potresti chiedere: che differenza fa e che problema c’è oggi? Chi devo seguire? Che cosa devo fare? Questo problema ha una soluzione molto semplice: tu hai il dovere di ricercare la conoscenza e allo stesso tempo anche il dovere di percorrere il cammino verso Āllāh. Noi diciamo che °ilm āl-qulūb, questa conoscenza, è una conoscenza che va imparata e non va bene impararla da sola; è necessario che essa venga accompagnata dal Taūhīd, dal Fiqh, dal Tafsīr e dalla Sīraħ. Essa li necessita… non è che uno impara °ilm āl-qulūb e decide di percorrere il cammino verso il nostro Signore senza aver capito la purificazione, l’impurità, i pilastri della salāħ, cosa rende invalida la salāħ… non serve. Senza aver imparato cos’è il Taūhīd e cos’è il shirk, e che cosa rende invalido il Taūhīd? Non serve. La religione è un tutt’uno. Āllāh sia esaltata la Sua Maestà ha detto ciò che può essere tradotto come: “O voi che credete! Entrate interamente nella Pace” (2:208). Interamente, “e non seguite le tracce di Satana. In verità egli è il vostro dichiarato nemico”. Perciò bisogna prendere la religione come un tutt’uno. È la stessa che succede ai giorni nostri, vi sono diversi gruppi: c’è gente che ha fatto della religione tutta una dacuaħ e si occupa della da°uaħ a discapito della conoscenza e del culto, dell’adorazione. C’è altra gente che si è impegnata nell’adorazione, nel culto e ha dimenticato di ricercare la scienza e di fare dacuaħ e si è messa unicamente ad adorare. E c’è gente che ha fatto della religione unicamente la conoscenza, seduta ad imparare notte e giorno, solo sui libri, non adora il nostro Signore, non si alza a pregare la notte, non digiuna i giorni facoltativi e non fa assolutamente nulla, non invita la gente verso la strada di Āllāh. Mentre la religione è tutto questo, conoscenza, culto ed invito verso la strada di Āllāh. “Per il Tempo! Invero l’uomo è in perdita, eccetto coloro che credono e compiono il bene, vicendevolmente si raccomandano la verità e vicendevolmente si raccomandano la pazienza.”(103:1-2-3).

Una breve interruzione pubblicitaria e torno presto da voi, vi voglio bene per Āllāh, vi lascio nelle mani di Āllāh e che la pace sia su di voi così come la misericordia di Āllāh e le Sue benedizioni.

{interruzione pubblicitaria}

La pace sia su di voi, così come la misericordia di Āllāh e le Sue benedizioni.

Chiedo protezione ad Āllāh da Satana il lapidato.
Nel nome di Āllāh, Āl Rahmān Āl Rahīm

La lode appartiene ad Āllāh il Signore dei mondi e pace e benedizione sul più onorato tra i messaggeri,
Muhammad, sulla sua famiglia e su tutti i suoi compagni.
Fratelli, vi voglio bene per Āllāh… Stavamo parlando della questione di cilm āl-qulūb. cilm āl-qulūb, in questo nostro programma o meglio dire nella nostra quotidianità, in questi giorni… per quale motivo?

Prima di tutto poiché in questo momento della nostra vita viviamo, e lo dico con grande dispiacere, vi è una predominanza e un eccesso dei piaceri, un grande materialismo. Personalmente, come Muhammad Hussaīn, non so dire per quale motivo questo accada. Davvero. Non capisco per quale motivo oggigiorno la nuova tecnologia pone tutte le sue capacità al servizio del piacere, dell’immoralità. Non noti come me, fratello, che l’immoralità delle donne è in aumento oggigiorno nelle strade? Non noti con me che questa immoralità è aumentata doppiamente sui canali satellitari? Nelle canzoni, nei film, nelle telenovele e nelle
commedie. Non lo noti anche sul web e nelle pubblicità? Questa predominanza dei piaceri, non c’è dubbio che il musulmano la debba affrontare con un’alta vitalità nel cuore e nello spirito; altrimenti vi cade. Davvero.

In questi giorni colui che si trova a camminare per strada senza avere il cuore legato ad Āllāh con la consapevolezza che Egli lo veglia, con la paura e il timore di Lui, con l’amore e il desiderio di incontrarLo, si insudicerà: i cellulari, le televisioni, i giornali, le riviste, i computer, tutto quanto è pieno di immagini di donne svestite. Pieno, pieno, pieno! Per cui se l’uomo non si aggrappa alla sua paura di Āllāh, alla sua coscienza dello sguardo di Āllāh, al suo timore di Āllāh, al suo amore per Āllāh e alla sua aspettativa dell’avere ciò che è presso Āllāh … se tutti questi significati non riempiono il suo cuore, questo cuore non riuscirà a resistere di fronte a questi piaceri. Per questo motivo, quanti di coloro che esternano la fede si rivelano essere dei traditori. E delle traditrici. Questo, come risultato del non aver approfondito questi significati legati al cuore.

Ci troviamo a vivere in un’era materialista, oggigiorno la gente adora le apparenze, i soldi, le azioni, le automobili, le esteriorità, i vestiti, e così il cibo nelle sue varie tipologie, le bevande, gli immobili, le case, l’arredamento etc. Un materialismo, un materialismo letale. Se non affrontiamo questo materialismo letale con un alto pensiero dell’ultima vita non riusciremo a dominarlo.

Una volta °Umar (che Allah sia soddisfatto di lui) entrò dal Messaggero di Āllāh; dì la salāħ su di lui! Io non so per quale motivo avete smesso di dire la salāħ sul Profeta? Fratello non dici la salāħ sul Profeta? Dì la salāħ sul Profeta, sorella. Che Āllāh vi usi misericordia, dite la salāħ sul Profeta! Io mendico da voi la salāħ sul Profeta, datemi la salāt sul Profeta per Āllāh. O Āllāh concedi la Tua grazia a Muhammad, alla sua famiglia e ai suoi compagni e poni su di loro il Tuo saluto di pace. Una volta °Umar, che Āllāh sia soddisfatto di lui, entrò dal Messaggero di Āllāh, la benedizione di Āllāh siano su di lui, sulla sua famiglia e sui suoi compagni e così il Suo saluto di pace, e lo trovò addormentato sopra una stuoia, senza cuscino, e la stuoia aveva lasciato dei segni sul suo nobile fianco, la grazia di Āllāh sia su di lui e così il Suo saluto di pace; la stuoia aveva lasciato dei segni sul suo fianco.
Il Messaggero sta dormendo sulla stuoia, prima di tutto tu lo sai cos’è la stuoia? Tu sei abituato alla moquette, ai tappeti, alla porcellana e alla ceramica, non sai cosa vuoi dire “stuoia”. La stuoia veniva usata come tappeto una volta ed è fatta con la paglia, posta in fila, con i fusti uno vicino all’altro e legati con dei fili. Questa stuoia, immagina come possa essere quando ci dormi sopra. Una volta, ci stavamo sopra nel Masjid e uscivamo con i
piedi rigati dalla stuoia, tempo fa.

Il Messaggero dormiva sulla stuoia e non c’era nulla sotto il suo fianco; quando si sedette per ricevere che Āllāh sia soddisfatto di e cUmar notò che la stuoia aveva segnato con le righe il fianco del Profeta pace e benedizione su di lui. Così °Umar, che Āllāh sia soddisfatto di lui, pianse e disse: <<O Messaggero di Āllāh, Cosroe e Cesare si rigirano tra le sete ed i broccati, e tu, tu che sei il Messaggero di Āllāh, dormi in questa maniera>>. Il Messaggero pace e benedizione su di lui lo guardò e disse: O °Umar non ti soddisfa che la vita terrena sia loro mentre a noi spetti quella ultima?

Hai notato questo pensiero? Questo è ciò che vogliamo si sedimenti presso di noi come musulmani, non solo i poveri, i poveri e i ricchi. I ricchi non si libereranno della preoccupazione del denaro, della deviazione che deriva dal denaro, dall’adorazione del denaro se non con la rivitalità del cuore. Quest’era, dei piaceri, del materialismo, dell’ignoranza, necessita di essere affrontata con elevati desideri spirituali assicurandoci allo stesso tempo il godimento dei piaceri concessi, lasciando quindi queste finestre aperte.
Non dico che dobbiamo proibire a noi stessi ciò che Āllāh ha reso lecito; io non dico che i tappeti, la porcellana, l’oro e l’argento siano proibiti, di essi vi è ciò che è autorizzato (mubāh), ciò che è lecito (halāl) e ciò che è proibito (harām). Lasciamo ciò che è lecito lecito e ciò che è proibito proibito. Non ti sto dicendo: rimani povero. No, no, no, ciò che più desidero è che ci siano i biliardi sotto i tuoi piedi, ma che non ti occupino allontanandoti dal nostro Signore; non perdere la tua religione per essi ma fai in modo che siano sotto i tuoi piedi mentre ti elevi verso Āllāh, gloria alla Sua Maestà. Purtroppo ci troviamo in un tempo in cui è raro vedere chi controlla la sua nafs indirizzandola verso ciò che è più opportuno per il suo cuore; siamo oramai in un tempo in cui la gente pensa con la propria pancia e non col proprio cervello; e provano le sensazioni con lo stomaco e godendo delle proprie passioni e non tramite il cuore. Mi dispiace, mi spiace dire questo, ma questa è la realtà.

La gente ha glorificato le passioni, si è inchinata e prosternata per le passioni e ha voltato le spalle alla fonte della guida (Āllāh); han preso per alleato il loro nemico, il diavolo, e hanno tradito il loro Signore, Āl-Rahmān.

Questo richiede da parte nostra lo sforzo di insistere sui significati della fede. Vorrei chiedere a te (maschio) e a te (femmina); per Āllāh, chiedo a entrambi e rispondetemi con sincerità: quand’è stata l’ultima

volta nella vostra vita che avete provato il grande desiderio di guardare al Volto Generoso di Āllāh? Il desiderio intenso, di quando desideri vedere il Volto di Āllāh e i tuoi occhi sono traboccanti di lacrime, per il desiderio di incontrare Āllāh l’Altissimo? Quand’è l’ultima volta che hai provato questa sensazione? Quand’è stata l’ultima volta che ti sei prosternato e hai protratto a lungo la prosternazione dicendo “Subhāna Rabbīa-l-‘Aclà, (sia gloria ad Āllāh, egli è il più Alto), Subhāna Rabbīa-l-‘Aclà, Subhāna dhi-l-jabarūti ūa-l-malakūti ūa-l-kibrīā’i ūa-l-°azamaħ (Gloria a Colui che detiene il Potere, i Regni, la Magnificenza e
l’Immensità) e mentre eri in prosternazione hai sentito che il tuo cuore staccarsi dal tuo petto durante il tasbīħ (la glorificazione) come se si elevasse. Quando hai vissuto questi significati?

Quando è stata l’ultima volta nella tua vita che ti sei seduto a ricordare Āllāh dicendo “Subhāna Llāhi ūa bi-hamdihi, subhāna Llāhi Āl-°Azīm (Gloria ad Āllāh a Lui spetta il ringraziamento, Gloria ad Āllāh l’Eccelso), subhāna Llāhi ūa bi-hamdihi, subhāna Llāhi Āl-°Azīm, subhāna Llāhi ūa bi-hamdihi, subhāna Llāhi Āl-°Azīm, subhāna Llāhi ūa bi-hamdihi, subhāna Llāhi Āl-°Azīm, subhāna Llāhi ūa bi-hamdihi, subhāna Llāhi Āl-°Azīm” e ti sei ricordato della āāīaħ (trad. dei significati) “Menzionatemi dunque ed Io vi menzionerò” (2:152) e del Hadīth (trad. dei significati) “chi mi ricorderà dentro di sé lo menzionerò dentro di me e chi mi menziona in un’assemblea lo menzionerò in un’assemblea migliore di quella nella quale mi ha menzionato”. Quand’è che hai provato questa sensazione?

Io dico che abbiamo bisogno di insistere su questi significati per poterli sentire, provare, per poterci concentrare su di essi, per poterli realizzare, per poterli ottenere. Oggigiorno io vedo, non ne abbiate a male, mi dispiace, mi spiace, avete ragione. Ma prima che io dica… che vedo che tutte le domande sono delle buffonate, delle farse, vorrei sentire una domanda vera. Oggigiorno colui che chiede: “Durante la salāħ mi distraggo, cosa devo fare?”
Gli dico: “voglio che tu provi a fare due rakacāt (unità di preghiera) in questa maniera, che ti alzi in piedi, ti inchini e dici: Subhāna Rabbīa-l-cAzīm. L’hai sentito col cuore quando l’hai detto?”
<<No, non ancora>>
<<Allora dillo una seconda volta: Subhāna Rabbīa-l-°Azīm>>
<<Sì, adesso l’ho sentito>>
<<Bugiardo, ancora non l’hai sentito. Per la terza volta dì: Subhāna Rabbīa-l-cAzīm. Dillo una quarta, una quinta, una ventesima, una cinquantesima e una centesima volta, finché non la senti questa sensazione, finché non la assapori, finché non la gusti>>.

Nelle salāħ facoltative, quando mi pongo l’obiettivo di educare me stesso, riuscirò a provarla e in seguito potrò finalmente sentirla durante la salāħ obbligatoria e non mi distrarrò più. Non vagherò lontano col pensiero. Invece i nostri discorsi rimangono tali … siamo seduti a ridere e dir buffonate e basta: “Io mi sento debole, stanco, spossato, io mi distraggo nella salāħ, e io… non so cosa”. Ebbene abbi misericordia di te stesso!

Quest’argomento, l’argomento della conoscenza degli stati del cuore è un argomento che riguarda tutta la gente perché il cammino verso Āllāh, sia glorificata la Sua Maestà, non può essere annullato. Tutta la gente, tutti i musulmani senza nessuna eccezione, sono in cammino verso il nostro Signore. Ogni musulmano sta avanzando verso Āllāh; proprio poiché egli sta compiendo ciò che ordina Āllāh e si sta allontanando da ciò che Āllāh ha proibito, vuol dire che è in cammino e sta vivendo le sequenze degli stadi e gli stati d’animo
anche se non li conosce; ma li vive giacché sta facendo ciò che ordina Āllāh e sta lasciando ciò che Āllāh haproibito, e non vi è nessun problema in ciò. Ma se egli li impara, sicuramente, è meglio. Questo vuol dire: se una persona riceve un orologio in regalo e nota che quest’orologio è bello egli sarà contento di possederlo ed egli dirà: <<O Āllāh, ma quant’è bello quest’orologio, è un orologio stupendo!>> Ma se gli dicessero che quest’orologio è fatto di diamanti, egli allora potrebbe morire di gioia. La stessa cosa vale per colui che è in cammino verso il nostro Signore e prova, sente i significati della fede; ciò
è molto bello. Ma se sapesse cosa significa āl-‘uns biLlah (la pace nella vicinanza ad Āllāh), cosa significa āl-shauq ila-Llāh (il provar desiderio di incontrare Āllāh), cosa significa āl-tuma’nīnaħ (la serenità), il significato del ‘ikhbaat (l’umiltà), cosa significa āl-sakīnaħ (la pace, la tranquillità)… vivrà meglio questi significati… ed è per questo che dobbiamo dire, dobbiamo ripetere, dobbiamo insistere, dobbiamo chiarire e spiegare.

Il cammino verso Āllāh ha i suoi principi. C’era una serie di conferenze vecchie che s’intitolava “La conoscenza del rapporto, il rapporto del servo nei confronti del suo Signore” e bisogna che noi impariamo, impariamo come comportarci nei confronti del nostro Signore, perché il rapporto con Āllāh è un rapporto altamente sensibile.

Ad Āllāh appartiene il più nobile esempio, nei cieli e nella terra. Āllāh ci ha insegnato a far degli esempi per meglio capire.
Se tu ti stai rapportando con un tuo amico il rapporto rimane un normale rapporto di amicizia. Se invece ti stai rapportando col Direttore vi è una certa sensibilità perché il Direttore ti potrebbe penalizzare, ci sono cose che lo rendono scontento che non arrecherebbero dispiacere al tuo amico. Bene, se tu ti stessi rapportando col Presidente del Consiglio dell’Amministrazione, e ancora, se tu ti stessi rapportando con un Ministro o
addirittura col Primo Ministro, come sarebbe il rapporto? Ogni volta che aumenta l’importanza di colui col quale ti stai rapportando aumenta il rischio.

Perciò quando ti rapporti con Āllāh, sia glorificata la Sua Maestà, sappi che questo rapporto è altamente sensibile. Quindi può darsi che dici una parola che provoca la Sua ira ed è finita. Cosa dice Hasan Āl-Basrī? Egli dice: “Temo che egli abbia dato uno sguardo ad alcuni miei peccati e che abbia detto: <Vai, non ti perdono>. Questo per il fatto che io lavoro per un’altra fabbrica” (ndt: cioè che non abbia dedicato le azioni
nella loro totalità ad Āllāh, aspettandosi la lode dalla gente, il ringraziamento per esse, ecc; come dire che io non sono un buon servitore, mi rendo conto di non compiere tutte le mie azioni unicamente per soddisfare il Signore, ma per qualcun altro oltre a Lui). Subhāna Rabbīa-l-°Azīm!

Gli uomini della “storia della pesca nel giorno del sabato”, Āllāh l’Altissimo li ha tramutati in scimmie e porci per un peccato solo. Satana (‘Iblīs) è stato maledetto e scacciato per un unico peccato… e così via. Se vuoi ti racconto di esempi ed esperienze… Con un unico sbaglio… un unico sbaglio può essere per te fatale nel rapportarti con Āllāh gloria a Lui l’Altissimo. Diciamo questo perché vogliamo arrivare a dire che il cammino verso Āllāh ha dei vincoli da rispettare, vi sono in esso dei fattori di cui tener conto e possiede dei principi
suoi.

Queste lezioni, queste puntate, sono un mio tentativo di porre il piede del musulmano sopra un cammino giusto ed indenne dagli sbagli. In verità voglio disegnare la strada perché possa cominciare ad esserci una classe di eredi completi del nostro Messaggero pace e benedizione su di lui. Con il rispetto del Libro e della Sunnaħ così come li hanno intesi e capiti i Salaf (la retta generazione di seguaci) di questa ‘Ummaħ28. Questo è il vincolo al quale non rinuncio mai. Ogni parola che non rispetti il Libro e la Sunnaħ ponila sotto alle tue scarpe e buttala via. Deve per forza rispettare il Libro e la Sunnaħ, non deve contrastarli
nemmeno per la grandezza di un atomo. Ogni atomo deve essere conforme al Libro e alla Sunnaħ in conformità a quanto hanno inteso i Salaf di questa ‘Ummaħ, poiché essi rappresentano le tre migliori generazioni: quella dei sahabaħ (dei Compagni), dei loro seguaci e dei seguaci dei loro seguaci.

Inizio con voi dalla prossima puntata, con la volontà di Āllāh, a spiegare i principi della strada del cammino verso Āllāh.
Vi voglio bene per Āllāh e che la pace di Āllāh sia su di voi così come la Sua misericordia e le Sue benedizioni.

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