La Madre del Qur’an Karim

BismiLlah Al Rahman Al Rahim
alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah
1) Sūrat Al-Fātiĥah
(Bismi Al-Lahi Ar-Raĥmāni Ar-Raĥīmi) [1.1] In nome di Allah , il Compassionevole, il Misericordioso.
Al-Ĥamdu Lillahi Rabbi Al-`Ālamīna [1.2] La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi,
Ar-Raĥmāni Ar-Raĥīmi [1.3] il Compassionevole, il Misericordioso,
Māliki Yawmi Ad-Dīni [1.4] Re del Giorno del Giudizio. 
‘Īyāka Na`budu Wa ‘Īyāka Nasta`īnu [1.5] Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.
Ihdinā Aş-Şirāţa Al-Mustaqīma [1.6] Guidaci sulla retta via, 
Şirāţa Al-Ladhīna ‘An`amta `Alayhim Ghayri Al-Maghđūbi `Alayhim Wa Lā Ađ-Đāllīna [1.7]la via di
coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira , né degli sviati .

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L’importanza della Surah
 Tirmidhi ha trasmesso che ‘ubaī ‘ibn Ka°b disse: Il Messaggero pace e benedizione su di lui ha detto (trad. significati): “Āllāh non ha fatto scendere niente di simile alla Madre del Libro né nella Torah e neppure nel Vangelo; questa consiste nei sette ripetuti. Essa è divisa fra Me e il mio servo e al mio servo sarà dato ciò che chiede”.
 Un altro Hadīth che ha trasmesso Bukharī riporta che ‘abī Sa°īd ‘ibn Āl-Mu°allà ha detto: “Stavo compiendo la salāħ nel masjid quando mi chiamò il Messaggero pace e benedizione su di lui e io non risposi. Poi dissi: “O Messaggero di Āllāh, stavo compiendo la salāħ. Egli rispose: “Āllāh non ha forse detto (trad. significati) “O voi che credete, rispondete ad Āllāh e al Suo Messaggero quando vi chiama”? (Sūraħ Āl-’anfāl VIII, āāīaħ 24). Poi disse (trad.
significati): “In verità ti insegnerò una Sūraħ che è la più eccellente delle Sūar1 nel Qur’ān, prima che tu esca dal Masjid; poi mi prese per mano. Quando egli volle uscire gli dissi: “Non mi dicesti: ti insegnerò una Sūraħ che è la Sūraħ più eccellente nel Qur’ān?” Egli disse: Āl-
Hamdu liLlāhi Rabbi Āl-°ālamīn, essa è i sette ripetuti e il Qur’ān Āl-°azīm2 che mi è stato dato.
 Il fatto di preferire una Sūraħ rispetto ad un’altra è possibile, data l’importanza dei significati contenuti in essa. Il Messaggero pace e benedizione su di lui chiese a ‘Ubaī ‘ibn Ka°b (trad. significati): “O ‘ubaī quale āāīaħ nel Qur’ān, di quelle che tu conosci, è la più eccellente?” Dissi: “Āllāhu lā ‘ilāha ‘illa hūa Āl-Haīīu Āl-Qaīīum” (Sūraħ Āl-Baqaraħ II, āāīaħ 255). Disse ['Ubaī] (trad. significati): [Egli] batté sul mio petto e disse: “Congratulazioni a te
per il tuo sapere, o ‘aba Āl-Munzir [uno degli appellativi di 'ubaī 'ibn Ka°b]“.
 Sūraħ Āl-Fātihaħ contiene delle caratteristiche che altre Sūar non possiedono. È stato detto a proposito: essa è composta di venticinque parole che contengono tutte le scienze del Qur’ān.
 È una Sūraħ onorata poiché Āllāh l’ha scelta per dividerla fra Sé e il Suo servo e non viene accettata la salāħ senza di essa; non c’è azione che possa equivalere la ricompensa per la sua recitazione. Per tutti questi significati contenuti in essa questa Sūraħ è divenuta ‘Umm Āl-Qur’ān Āl-°azīm alla stessa maniera in cui “Qul hūa-llāhu ‘ahad” (Sūraħ Āl-’ikhlās) equivale ad un terzo del Qur’ān. Il Qur’ān è composto da taūhīd, da ‘ahkām3 e ūacz 4 .
“Qul hūa-llāhu ‘ahad” contiene tutto il taūhīd; sempre con lo stesso significato dobbiamo intendere le sue parole, su di lui la pace, quando chiese a ‘Ubaī “quale āāīaħ nel Qur’ān è più eccellente?”, ed egli rispose “Āllāhu lā ‘ilāha ‘illa hūa Āl-Haīīu Āl-Qaīīum” (Sūraħ Āl-Baqaraħ II, āāīaħ 255) poiché questa āāīaħ è tutta quanta taūhīd come disse pure, su di lui la pace (trad. significati): “Il meglio di ciò che dissi io e gli ammonitori prima di me: lā ‘ilāha ‘illallāh
ūahdahu lā sharīka lahu”, questa frase è il miglior dhikr5 perché essa è composta da parole che contengono tutte le conoscenze del taūhīd. Alla stessa maniera Āl-Fātihaħ contiene il taūhīd, la °ibādaħ6, il ūa°z, il tadhkir7 e non c’è da meravigliarsi di questo data la grandezza di Āllāh l’Altissimo.
 È stato trasmesso che ‘Ibn ‘abī Tālib, che Āllāh sia soddisfatto di lui, disse: il Messaggero di Āllāh, pace e benedizione su di lui, ha detto (trad. significati) “l’Aprente del Libro, āāīaħ Āl-Kursī (Sūraħ Āl-Baqaraħ II, āāīaħ 255), shahida-llāhu ‘annahu lā ‘ilāha ‘illa hūa (Sūraħ Āli-°imrān III, āāīaħ 18) e quli-llāhumma mālika-lmulk (Sūraħ Āli-°imrān III, āāīaħ 26)… queste āāīāt sono appese al Trono non vi è nessun velo tra loro e Āllāh”.
 Sūraħ Āl-Fātihaħ possiede dodici nomi:
1- الصلاة (la salāħ). Questo nome è citato nel Hadīth Āl-Qudsī, quando Āllāh l’Altissimo dice (trad. significati): “Ho diviso la salāħ fra Me e il Mio servo in due parti”, alludendo a Sūraħ Āl-Fātihaħ.
2- سورة الحمد (Sūraħ Āl-Hamd, la Sūraħ del ringraziamento) poiché in essa vi è il ringraziamento (hamd) ad Āllāh l’Altissimo.
3- فاتحة الكتاب  (Fātihaħ Āl-Kitāb, l’Aprente del Libro) poiché con essa si inizia la recitazione del Qur’ān, sempre con essa inizia la scrittura nel Libro e con essa si iniziano le salaūāt8).
4- أم الكتاب (ummu-l-Kitāb, La madre del Libro).
5- أم القرآن (ummu-l-Qur’ān La madre del Qur’ān). Tirmidhi ha trasmesso che ‘ِAbu Huraīraħ ha detto: Il Messaggero pace e benedizione su di lui disse: “Āl-Hamdu lillāh è ummu-l-Qur’ān, ummu-l-Kitāb e āl-sab° āl-mathānī (i sette ripetuti)”.
6- السبع المثاني (āl-mathānī, i ripetuti) poiché le sue āāīāt vengono ripetute in ogni rak°aħ.
7- القرآن العظيم (Āl-Qur’ān Āl-°azīm) Viene chiamata in questo modo per il fatto che essa contiene tutte le scienze del Qur’ān; questo poiché essa comprende la lode ad Āllāh gloria a Lui con le caratteristiche di Perfezione e Maestà, l’ordine di compiere le °ibādāt9 con ‘ikhlās10, l’ammettere del non poter compiere niente di questi atti senza il Suo aiuto, la supplica verso Āllāh per avere la guida sulla Retta Via e la richiesta di allontanamento dalla condizione dei rinnegatori e il chiarimento dell’esito degli ingrati.
8- الشفاء (Āl-Shifā’, la guarigione). Āl-Dārmī ha trasmesso che ‘Abi Sa°īd Āl-Khudrī ha detto: il Messaggero pace e benedizione su di lui ha detto (trad. significati): “L’Aprente del Libro è guarigione da ogni veleno”.
9- الرقية (Āl-Ruqīaħ, è la lettura del Qur’ān per ottenere protezione da ogni male). È stato accertato questa funzione dell’Aprente dal Hadīth di ‘abi Sa°īd Āl-Khudrī in cui il Messaggero di Āllāh pace e benedizione su di lui ha detto all’uomo che ha letto la ruqīaħ al capo della tribù: “E come facevi a sapere che essa [Āl-Fātihaħ] è una ruqīaħ?”.
Egli disse “O Messaggero di Āllāh [me l'ha fatto intendere] qualcosa che ho sentito nel petto”… il Hadīth è conosciuto.
10- الأساس (Āl-’asās, La base). Si intende la base del Qur’ān.
11- الوافية (Āl-ūāfiīaħ, Colei che e’ sufficiente). Questo poiché essa non può essere divisa a metà. Infatti se il musulmano legge metà di un’altra Sūraħ nella prima rak°aħ e la completa nella seconda rak°aħ questo sarebbe permesso, invece nel caso di Sūraħ Āl-Fātihaħ questo è proibito.
12- الكافية (Āl-Kāfiīaħ, Colei che basta). Muhammad bin Khalād Āl-’iskandarānī ha trasmesso che il Messaggero pace e benedizione su di lui ha detto (trad. dei significati): “La Madre del Libro compensa il posto di altre [Sūar] ma altre oltre a lei non possono compensare il suo posto”.
Nozioni tratte da Tafsīr Āl-Qurtubī
Significato delle singole parole
Nel nome  بسم = (sostantivo: nome) اسم + (Preposizione: nel)  ب
الله: Nome proprio di Dio che può essere usato solo per indicare Āllāh. Questo nome racchiude in sé tutti gli altri novantanove (e più) nomi Suoi, subhānahu ūa ta°ālà, gloria a Lui l’Altissimo.
Tra significati di questo nome: Colui verso il Quale i cuori provano amore, nostalgia; desiderano incontrarLo, vederLo e si tranquillizzano al Suo ricordo. Un altro significato di questo nome è che Egli è l’Unico Dio a cui viene rivolta la °ibādaħ, ed è l’unico ilāh11 ad averne diritto. È per questo motivo che nella shahādaħ viene usato questo nome e non viene usato un altro dei suoi nomi. أشهد أن لا إله إلا الله
الرحمن: E’ uno dei Nomi e attributi di Āllāh (sūt)12 la cui radice deriva dalla parola :رحمة “rahmaħ” che significa misericordia. Āl-Rahmān (lett. Colui che è colmo di misericordia) è Colui che è misericordioso nei confronti di tutto il creato (animali, piante, uomini e jinn siano essi credenti o meno). Anche questo nome, come anche “Āllāh” è riservato unicamente a Lui e nessun altro può essere indicato con esso.
الرحيم: E’ un altro dei Nomi e attributi di Āllāh (sūt) la cui radice deriva dalla parola رحمة, “rahmaħ”, misericordia. Āl-Rahīm è Colui che è misericordioso in maniera particolare verso i suoi servi credenti. Può essere detto di un servo che è rahīm, generoso, ma senza porre l’articolo determinativo prima
della parola (vedi Sūraħ Āl-Taūbaħ, āāīaħ 22, dove questo aggettivo viene usato per descrivere il Messaggero di Āllāh pace e benedizione su di lui), poiché solo i nomi di Āllāh sono preceduti dall’articolo.
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حمد sostantivo: ringraziamento, lode, che si rivolge solo ad Allah + (articolo determinativo: il) ال
الحمد (Il ringraziamento e la lode: si intende tutto il ringraziamento e tutta la lode) = è la lode verso colui che viene ringraziato per la Sua generosità e la Sua grazia.
1. Quindi āl-hamd è un ringraziamento, una lode rivolta ad Allah per tutto ciò che ti ha concesso e donato, quando si dice “fulān hamid” (“il tale ha ringraziato”) vuol dire che ha ringraziato per un bene che gli è stato fatto ( ā l-hamd viene usato solo per ringraziare Āllāh, mentre il shukr شكر può essere usato anche per esprimere riconoscenza verso gli uomini).
2. Se invece diciamo “hua madahahu” (“egli lo ha lodato, elogiato”, notiamo che il verbo è cambiato; lode si dice madh مدح in arabo) non è necessario che lo stia lodando per qualcosa che ha ricevuto ma per una sua caratteristica, ad esempio per la sua chiarezza nel parlare, la sua concisione o per la sua forza.
3. Āllāh è l’Unico a cui dover rivolgere il hamd in qualsiasi occasione, che possiamo pensare, come positiva o meno per noi, poiché Egli merita il hamd per la Sua Persona (proprio per il fatto di essere il nostro Dio e Signore lo dobbiamo amare e ringraziare) e poiché nella Sua Saggezza (hikmaħ) può decretare ciò che vuole per il Suo servo e ciò che noi vediamo come nocivo può essere educativo o servire per assolvere dei peccati che altrimenti non
verrebbero perdonati e quindi portare un grande bene sia nel futuro prossimo di questa dunīā che nella ākhiraħ.
4. Quindi āl-hamd contiene sia il significato del ringraziamento che della riconoscenza per le cose buone; questa surah inizia con un’espressione di riconoscenza e questo porta in sé un significato eccellente poiché in questa maniera il servo ammette la sua mancanza, la sua povertà e il suo bisogno e allo stesso tempo ammette di fronte ad Āllāh, il Maestoso, l’Altissimo il fatto che solo Lui è il Perfetto, colui che merita la riconoscenza per tutte le
grazie, per il miglior agire nei confronti del servo e questa è una delle più eccellenti maniere di °ibādaħ (culto, obbedienza).
Per questo motivo se il Servo rivolge al suo Signore la °ibādaħ di colui che va fiero delle proprie azioni, questa non viene accettata da lui. Questo poiché nel suo intimo vi è un senso di soddisfazione di sé, che non si abbina con la riconoscenza e l’umiltà; in verità non vi è nessuna porta che sia spaziosa e migliore, per entrare presso il Signore, della porta del mostrarsi umile di fronte a lui, e povero tra le sue mani poiché uno dei significati più eccellenti della °ibādaħ è l’umiltà nei suoi confronti, gloria a Lui! Per questo il Messaggero, pace e benedizione su di lui, ci ha insegnato a riconoscere di fronte ad Āllāh la nostra mancanza ed ingiustizia, dicendo (trad. dei significati): “O Āllāh in verità ho agito ingiustamente verso me stesso con tanta ingiustizia e non c’è nessuno oltre a Te che possa perdonare i peccati”; perciò perdonami con un perdono che provenga da Te e abbi misericordia di me, in verità
Tu sei Colui che perdona, il Misericordioso nei confronti dei credenti”.
5. Iniziando questa Sūraħ con الحمد لله رب العالمين (La lode va ad Allah, Signore dei mondi) essa esprime il significato della riconoscenza per il bene; e non c’è dubbio che il contrario della riconoscenza è la negazione e l’ingratitudine, che è il primo peccato di Iblīs il quale si rifiutò con arroganza di obbedire ad
Āllāh l’Altissimo. Nel momento in cui il servo dice الحمد لله رب العالمين esso si allontana da tutto questo dicendo: “Ammetto di essere un servo bisognoso, povero, umile, in mancanza verso i miei doveri e che Te, O Āllāh, sei il mio Signore, colui dal quale mi proviene ogni bene e generosità”.
لله = Appartiene ad Allah
Togliendo la lettera ‘alif della parola Āllāh questa diviene lillāh لله, cioè “di Āllāh”.
رب Rabb: Termine che viene solitamente tradotto come Signore. Āl-Rabb è Colui che crea, educa e provvede alle necessità Sue creature.
1. Nel linguaggio comune “rabb” designa qualcuno che si prende cura, che dirige ad es. il padre può essere chiamato rabb āl-baīt (colui che dirige gli affari della casa) oppure rabb āl-’usra (colui che dirige gli affari della famiglia). Il verbo ربا significa “ha educato” e ha la medesima radice.
عالمين = العالمين Mondi: plurale di عالم= Mondo) + (articolo determinativo) ال
.(mondi creati, quelli di cui conosciamo l’esistenza come di quelli di cui non conosciamo l’esistenza
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Vedi sopra la spiegazione di = الرحمن الرحيم
C’è un segreto nella ripetizione di questi due nomi; il significato di ciò che Āllāh ha detto nel Hadīth Āl-Qudsī cio’ che potrebbe essere tradotto come “In verità la mia misericordia ha preceduto la mia ira” e il Messaggero pace e benedizione su di lui insegnava ai suoi compagni a implorare il bene presso
Āllāh ponendo la propria fiducia in Āllāh e nella sua misericordia, il significato di ciò che egli disse: “In verità nessuno entrerà nella Jannaħ con [la ricompensa per] il proprio operato, nemmeno io, tranne che Allah non mi ricopra della Sua Misericordia”.
Questi tre nomi di (Āllāh, Āl-Rabb, Āl-Rahmān) sono l’origine degli altri Suoi Nomi e attributi.
 Il nome Āllāh comprende le caratteristiche della ‘ulūhiīīaħ (da parte dei Suoi servi verso di Lui, quindi l’atto di adorarlo senza associare a Lui alcunché).
 Il nome Āl-Rabb comprende le caratteristiche della rubūbiīīaħ (da parte di Āllāh verso i Suoi servi, cioè che Egli è l’unico creatore, colui che educa, provvede ai bisogni delle sue creature, e su di loro è dominante).
 Il nome Āl-Rahmān comprende le caratteristiche Sue di generosità, di bene e del miglior agire (causa che lega il rapporto tra il Signore e i suoi servi. Dio rimane Dio nella sua Grandezza e Magnificenza e il Servo rimane nella sua condizione di Servo completamente sottomesso e dominato dal suo Signore, il rapporto tra Āllāh e il suo servo è unicamente la rahmaħ).
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Colui che possiede = مالك
Re = ملك
 Questa parola può essere letta in due maniere differenti, che sono entrambe corrette: Māliki oppure Maliki. Nel rivolgersi ad Āllāh con questi Suoi nomi, Māliki oppure Maliki, vi è una forma di lode e di glorificazione nei Suoi confronti, e questo porta il musulmano a ricordare il Giorno del Giudizio e del rendiconto.
giorno del giudizio  يوم الدين = giudizio  دين + (articolo determinativo: il. Diventa “del” se preceduto alla
parola īaumi ) ال + (Sostantivo) giorno يوم
Il giorno del Giudizio (in cui verranno giudicate le azioni di tutte le creature, giorno in cui verrà fatta giustizia e ognuno riceverà la ricompensa che si sarà meritato).
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a Te = إياك
 Il fatto che venga anticipato il pronome إياك (Te) è un segnale che indica lo specificare e il determinare Colui al quale viene rivolta la richiesta; inoltre questa forma porta in sé la riconoscenza di Āllāh, gloria a Lui, come unico destinatario della °ibādaħ e questo è il
principio di taūhīd āl-’ulūhiīīaħ e il fine per cui sono stati inviati i messaggeri.
Noi rivolgiamo la °ibādaħ (culto, obbedienza) نعبد
(Preposizione) e = و
a Te = إياك
Noi chiediamo aiuto نستعين
 Nell’affermazione إياك نعبد vi è l’accertamento del fatto di ricercare aiuto in Āllāh e in nessun altro, cioè “non chiediamo se non il Tuo aiuto, non chiediamo sostegno ad altri oltre a Te e non possiamo fare a meno della Tua generosità”; per questo motivo nel Hadīth Āl- Qudsī Egli, gloria a Lui dice quello che si può tradurre con: {ciò è tra Me e tra il Mio servo} riferendosi alla °ibādaħ e alla richiesta di aiuto del Suo servo.
L’affermazione إياك نعبد rappresenta il diritto di Āllāh l’Altissimo sul servo, fatto che egli conferma, invece l’affermazione إياك نستعين è la ricerca di aiuto del servo in Āllāh per poter compiere questo dovere; questo poiché non riesco a realizzare per Lui né il taūhīd, tanto meno compiere le azioni per questa dunīā come per la ākhiraħ se non con l’aiuto di Āllāh. Dice Āllāh (trad. significati): “E dissero: La lode [appartiene] ad Allah, Che ci ha guidati a ciò! Non saremmo stati guidati, se Allah non ci avesse guidato”. (Sūraħ Āl-’a°rāf, āāīaħ 43).
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Guidaci a noi. La parola guida si dice هدى
la strada = صراط strada (sostantivo)  + (articolo determinativo, in arabo rimane inalterato sia per i
sostativi maschili che femminili) la ال
La strada. L’uso dell’articolo determinativo serve ad indicare che la strada verso la quale si chiede di essere guidati: questa è una strada conosciuta, una strada determinata; nel resto della āāīaħ vedremo i dettagli di questa strada su cui vogliamo essere guidati.
diritta (aggettivo) ال+ مستقيم articolo determinativo
Il fatto che questa strada sia diritta indica la sua chiarezza, il fatto che sia la strada della verità, strada senza devianze né curve. Questa strada è l’Islām.
 Il significato di questa invocazione è: rendici saldi sulla Retta Via, di modo che non deviamo da essa né ci allontaniamo; questo poiché l’uomo può essere un giorno tra i ben guidati e l’indomani tra gli ingiusti. Un altro significato, complementare, è: rafforza la tua guida su di
noi; questo poiché la “guida” ha diversi gradi e i ben guidati sono su diversi livelli, chi tra loro arriva al livello del veridico e chi è di livello inferiore. A seconda della loro guida sarà il loro cammino sulla Via.
 Dunque in questo modo noi stiamo chiedendo: rafforza la nostra guida, aumenta la nostra fede, insegnaci (questo poiché la conoscenza fa parte della fede); l’aumento della fede porta a una maggior saldezza sulla strada. Āllāh dice (trad. significati): “Quanto a coloro che
si sono aperti alla guida, Egli accresce la loro guida” (Sūraħ Muhammad, āāīaħ 17).
Seguire الصراط المستقيم consiste nel fatto che il servo faccia in ogni momento ciò che gli è stato ordinato per quel determinato momento sia in termini di conoscenza che di azione e che si astenga dal compiere ciò che gli è stato proibito; questo è possibile quando Āllāh pone nel suo
cuore le conoscenze e le azioni che con determinazione gli permettono di fare ciò che gli è stato ordinato e allo stesso tempo pone in esso quell’odio per la disobbedienza, che lo porta a lasciare con determinazione ciò che gli è stato vietato, cose che portano il servo ad essere guidato verso il bene e a lasciare ed allontanarsi dal male. Quindi chiedendo la guida verso la retta via dici: “O Signore indicami ciò che Tu ami e che Ti soddisfa in tutto quel che mi si pone delle questioni di questa vita, dopodiché dammi la forza e aiutami nel fare ciò verso cui mi hai guidato”.
 La causa nascosta dello sviamento ritorna al fatto di perdere una di questa due cose (la conoscenza e l’azione) oppure di cadere nel loro opposto (l’ignoranza e il seguire i propri piaceri).
1. L’ignoranza. A volte nell’uomo vi è il desiderio del fare il bene ma egli ignora la strada legittima (insegnata dalla Shari°aħ) per ottenere questo bene; così segue delle strade inventate (che seguono la bid°aħ, l’eresia) e in esse si sforza inutilmente, pensando di agire correttamente; tutto ciò avviene per mancanza di conoscenza. Quando il servo dice ”ihdina ssirata-l-mustaqim” sta chiedendo al Suo Signore di insegnargli la scienza e di indicargli il bene in modo che non rimanga a rigirarsi nello smarrimento dell’ignoranza.
2. Il piacere. Questo, poiché l’uomo può sapere ma non possedere la forza di volontà che lo spinga ad agire secondo questa conoscenza che possiede e può prevalere in lui il fatto di seguire il piacere, che lo porta a lasciare l’obbligo o a commettere ciò che è proibito pur conoscendone il decreto giuridico; ciò avviene per debolezza di fede, per il prevalere del piacere in lui oppure per l’affrettarsi ad avere il godimento di questa vita.
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صراط Sostantivo: strada. Di nuovo viene citata la parola strada per specificare meglio le caratteristiche di questa via a cui si chiede di essere guidati.
الذين Coloro (se letta con la parola prima sirāta-lladhīna il significato diventa: la strada di coloro
أنعمت Tu (O Āllāh) hai posto grazia
عليهم Su di loro. La parola على da sola significa “su”.
غير negazione, eccetto, tranne
ال articolo determinativo, in arabo rimane inalterato sia per i sostativi maschili che femminili
المغضوب Coloro sui quali vi è l’ira che si sono attirati l’ira da parte di Āllāh
عليهم Su di loro
و (Preposizione) e
لا non
ال articolo determinativo, in arabo rimane inalterato sia per i sostativi maschili che femminili) gli
الضالين gli sviati, coloro che si sono persi, hanno perduto la strada retta.
 L’ultima āāīaħ conferma i significati contenuti nella āāīaħ precedente e aggiunge altri dettagli ad essa.
Il significato di ”la strada di coloro che hai colmato della Tua grazia” è la strada di coloro che hanno guadagnato la perfetta guida tra coloro sui quali Allah ha posto la grazia tra gli ammonitori, i veridici, i martiri e i devoti e questi sono la buona compagnia.
  “coloro che si son meritati l’ira di Allah” sono coloro che hanno conosciuto la verità ma se ne sono allontanati come gli ebrei e coloro che si comportano alla stessa loro maniera. Dice Allah (trad. significati): Di’: “Posso forse annunciarvi peggior ricompensa presso Allah? Coloro che Allah ha maledetto, che hanno destato la Sua collera su di loro e che ha trasformato in scimmie e porci, e ha fatto di loro coloro che adorano gli idoli. Sono questi che hanno la condizione peggiore e sono i più lontani dalla retta via” (Sūraħ Al-’A°raf, āāīaħ 60).
Gli ebrei o coloro che agiscono parimenti: non sono guidati sulla Retta Via a causa del fatto che hanno scelto di seguire i loro piaceri; dunque gli ebrei possiedono la conoscenza però non la applicano nelle loro azioni. Āllāh ha citato  “coloro che si sono meritati l’ira di Allah” prima degli “sviati” poiché la loro situazione è più rischiosa e il loro peccato più grande. Questo per il fatto che se l’uomo è sviato per
causa dell’ignoranza può elevarsi con la conoscenza, invece se la deviazione deriva dal fatto di seguire i propri piaceri, diventa praticamente impossibile che esso si allontani dal suo errore. Per questo vi è l’ammonizione di un forte castigo nei confronti di chi non agisce con la propria conoscenza.
“Gli sviati” sono coloro che hanno abbandonato la verità per ignoranza e deviazione, come i cristiani; non è da escludere che successivamente abbiano acquisito anche le caratteristiche di caparbietà e la persistenza sui peccati.
CONCLUSIONE
Ci troviamo ora di fronte a tre strade.
1. La Retta Via: la via di costoro comprende la conoscenza della verità e l’agire secondo questa conoscenza. Dice l’Altissimo (trad. significati): “Egli è Colui che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la Religione della verità” (Sūraħ Āl-Taūaħ, āāīaħ 17). Quindi la conoscenza utile e le buone azioni.
2. La via di coloro che si sono attirati addosso l’ira di Dio: la via degli ebrei e di coloro che si comportano alla loro maniera. Costoro conoscono la verità ma non agiscono secondo essa.
3. La via degli sviati: costoro agiscono, ma con ignoranza. Disse uno dei salaf (generazione successiva a quella dei compagni, di cui ha ben parlato il Messaggero pace e benedizione su di lui): “Chi si svia tra i servi di questa Comunità (‘ummaħ) somiglierà ai cristiani”. Possiamo
ad esempio citare alcune sette Sufi che adorano Āllāh secondo ignoranza e deviazione.
Infine chiediamo ad Āllāh l’Altissimo di fare in modo che siamo tra coloro che sono stati guidati verso la Retta Via e a cui è stato donata la conoscenza utile e le buone azioni e siamo tra coloro che si tengono ben lontani dalla via di coloro che si sono attirati addosso l’ira di Āllāh e dalla via degli sviati, amin.
NOTE
1 Plurale di Sūraħ.
2 Sublime, eccellente.
3 Disposizioni su tutte le questioni che riguardano la vita dell’uomo.
4 Ammonizione.
5 Ricordo di Āllāh.
6 Culto, obbedienza intesa nel senso più profondo e ampio del termine.
7 Il far ricordare. La parola tadhkīr somiglia alla parola dhikr poiché la radice è la medesima.
8 Plurale di salāħ.
9 Plurale di Cibādaħ, atti di obbedienza.
10 Intenzione sincera e culto totalmente dedito ad Āllāh. L’ikhlās rappresenta uno dei due requisiti fondamentali perché le azioni
possano essere accettate da Āllāh l’Altissimo.
11 Il termine ilāh, solitamente viene tradotto come Dio oppure divinità. Āllāh è l’unico ilāh (ponendo l’articolo diviene Āl-ilāh, il Dio) a cui rivolgere la totalità del culto, dell’obbedienza, l’Unico ad averne diritto (per questo motivo coloro che rivolgono parte o
tutto il culto ad altri oltre a Lui riceveranno un doloroso castigo per ciò che hanno rivolto, a torto, ad altri oltre ad Āllāh gloria a Lui.
12 Subhānahu ūa tacālà.
dall’articolo, la cui presenza indica che la qualità nella sua completezza (nel nostro caso che tutta la
misericordia) appartiene ad Āllāh l’Altissimo.

BismiLlah Al Rahman Al RahimalhamduliLlah ua assalatu ua assalamu ‘ala Rasuli Llah
ecco altri appunti su Surat al Fatiha in sha’a Llah
Riassunto della lezione di martedì 5-05-20111) Sūrat Al-Fātiĥah (Bismi Al-Lahi Ar-Raĥmāni Ar-Raĥīmi) [1.1] In nome di Allah , il Compassionevole, il Misericordioso.
Al-Ĥamdu Lillahi Rabbi Al-`Ālamīna [1.2] La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi,
Ar-Raĥmāni Ar-Raĥīmi [1.3] il Compassionevole, il Misericordioso,
Māliki Yawmi Ad-Dīni [1.4] Re del Giorno del Giudizio. 
‘Īyāka Na`budu Wa ‘Īyāka Nasta`īnu [1.5] Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.
Ihdinā Aş-Şirāţa Al-Mustaqīma [1.6] Guidaci sulla retta via, 
Şirāţa Al-Ladhīna ‘An`amta `Alayhim Ghayri Al-Maghđūbi `Alayhim Wa Lā Ađ-Đāllīna [1.7]la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira , né degli sviati .http://transliteration.org/quran/WebSite_CD/MixItalian/Fram2E.htm

[center][b][color=green]L’import[/center]anz[/b]a della Sūraħ[/color]

 Tirmidhi ha trasmesso che ‘ubaī ‘ibn Ka°b disse: Il Messaggero pace e benedizione su di lui ha detto (trad. significati): “Āllāh non ha fatto scendere niente di simile alla Madre del Libro né nella Torah e neppure nel Vangelo; questa consiste nei sette ripetuti. Essa è divisa fra Me e il mio servo e al mio servo sarà dato ciò che chiede”.
 Un altro Hadīth che ha trasmesso Bukharī riporta che ‘abī Sa°īd ‘ibn Āl-Mu°allà ha detto: “Stavo compiendo la salāħ nel masjid quando mi chiamò il Messaggero pace e benedizione su di lui e io non risposi. Poi dissi: “O Messaggero di Āllāh, stavo compiendo la salāħ. Egli rispose: “Āllāh non ha forse detto (trad. significati) “O voi che credete, rispondete ad Āllāh e al Suo Messaggero quando vi chiama”? (Sūraħ Āl-’anfāl VIII, āāīaħ 24). Poi disse (trad.significati): “In verità ti insegnerò una Sūraħ che è la più eccellente delle Sūar1 nel Qur’ān, prima che tu esca dal Masjid; poi mi prese per mano. Quando egli volle uscire gli dissi: “Non mi dicesti: ti insegnerò una Sūraħ che è la Sūraħ più eccellente nel Qur’ān?” Egli disse: Āl-Hamdu liLlāhi Rabbi Āl-°ālamīn, essa è i sette ripetuti e il Qur’ān Āl-°azīm2 che mi è stato dato.
 Il fatto di preferire una Sūraħ rispetto ad un’altra è possibile, data l’importanza dei significati contenuti in essa. Il Messaggero pace e benedizione su di lui chiese a ‘Ubaī ‘ibn Ka°b (trad. significati): “O ‘ubaī quale āāīaħ nel Qur’ān, di quelle che tu conosci, è la più eccellente?” Dissi: “Āllāhu lā ‘ilāha ‘illa hūa Āl-Haīīu Āl-Qaīīum” (Sūraħ Āl-Baqaraħ II, āāīaħ 255). Disse ['Ubaī] (trad. significati): [Egli] batté sul mio petto e disse: “Congratulazioni a teper il tuo sapere, o ‘aba Āl-Munzir [uno degli appellativi di 'ubaī 'ibn Ka°b]“.
 Sūraħ Āl-Fātihaħ contiene delle caratteristiche che altre Sūar non possiedono. È stato detto a proposito: essa è composta di venticinque parole che contengono tutte le scienze del Qur’ān.
 È una Sūraħ onorata poiché Āllāh l’ha scelta per dividerla fra Sé e il Suo servo e non viene accettata la salāħ senza di essa; non c’è azione che possa equivalere la ricompensa per la sua recitazione. Per tutti questi significati contenuti in essa questa Sūraħ è divenuta ‘Umm Āl-Qur’ān Āl-°azīm alla stessa maniera in cui “Qul hūa-llāhu ‘ahad” (Sūraħ Āl-’ikhlās) equivale ad un terzo del Qur’ān. Il Qur’ān è composto da taūhīd, da ‘ahkām3 e ūacz 4 . “Qul hūa-llāhu ‘ahad” contiene tutto il taūhīd; sempre con lo stesso significato dobbiamo intendere le sue parole, su di lui la pace, quando chiese a ‘Ubaī “quale āāīaħ nel Qur’ān è più eccellente?”, ed egli rispose “Āllāhu lā ‘ilāha ‘illa hūa Āl-Haīīu Āl-Qaīīum” (Sūraħ Āl-Baqaraħ II, āāīaħ 255) poiché questa āāīaħ è tutta quanta taūhīd come disse pure, su di lui la pace (trad. significati): “Il meglio di ciò che dissi io e gli ammonitori prima di me: lā ‘ilāha ‘illallāhūahdahu lā sharīka lahu”, questa frase è il miglior dhikr5 perché essa è composta da parole che contengono tutte le conoscenze del taūhīd. Alla stessa maniera Āl-Fātihaħ contiene il taūhīd, la °ibādaħ6, il ūa°z, il tadhkir7 e non c’è da meravigliarsi di questo data la grandezza di Āllāh l’Altissimo.
 È stato trasmesso che ‘Ibn ‘abī Tālib, che Āllāh sia soddisfatto di lui, disse: il Messaggero di Āllāh, pace e benedizione su di lui, ha detto (trad. significati) “l’Aprente del Libro, āāīaħ Āl-Kursī (Sūraħ Āl-Baqaraħ II, āāīaħ 255), shahida-llāhu ‘annahu lā ‘ilāha ‘illa hūa (Sūraħ Āli-°imrān III, āāīaħ 18) e quli-llāhumma mālika-lmulk (Sūraħ Āli-°imrān III, āāīaħ 26)… queste āāīāt sono appese al Trono non vi è nessun velo tra loro e Āllāh”.
 Sūraħ Āl-Fātihaħ possiede dodici nomi:1- الصلاة (la salāħ). Questo nome è citato nel Hadīth Āl-Qudsī, quando Āllāh l’Altissimo dice (trad. significati): “Ho diviso la salāħ fra Me e il Mio servo in due parti”, alludendo a Sūraħ Āl-Fātihaħ.
2- سورة الحمد (Sūraħ Āl-Hamd, la Sūraħ del ringraziamento) poiché in essa vi è il ringraziamento (hamd) ad Āllāh l’Altissimo.
3- فاتحة الكتاب  (Fātihaħ Āl-Kitāb, l’Aprente del Libro) poiché con essa si inizia la recitazione del Qur’ān, sempre con essa inizia la scrittura nel Libro e con essa si iniziano le salaūāt8).
4- أم الكتاب (ummu-l-Kitāb, La madre del Libro).
5- أم القرآن (ummu-l-Qur’ān La madre del Qur’ān). Tirmidhi ha trasmesso che ‘ِAbu Huraīraħ ha detto: Il Messaggero pace e benedizione su di lui disse: “Āl-Hamdu lillāh è ummu-l-Qur’ān, ummu-l-Kitāb e āl-sab° āl-mathānī (i sette ripetuti)”.
6- السبع المثاني (āl-mathānī, i ripetuti) poiché le sue āāīāt vengono ripetute in ogni rak°aħ.
7- القرآن العظيم (Āl-Qur’ān Āl-°azīm) Viene chiamata in questo modo per il fatto che essa contiene tutte le scienze del Qur’ān; questo poiché essa comprende la lode ad Āllāh gloria a Lui con le caratteristiche di Perfezione e Maestà, l’ordine di compiere le °ibādāt9 con ‘ikhlās10, l’ammettere del non poter compiere niente di questi atti senza il Suo aiuto, la supplica verso Āllāh per avere la guida sulla Retta Via e la richiesta di allontanamento dalla condizione dei rinnegatori e il chiarimento dell’esito degli ingrati.
8- الشفاء (Āl-Shifā’, la guarigione). Āl-Dārmī ha trasmesso che ‘Abi Sa°īd Āl-Khudrī ha detto: il Messaggero pace e benedizione su di lui ha detto (trad. significati): “L’Aprente del Libro è guarigione da ogni veleno”.
9- الرقية (Āl-Ruqīaħ, è la lettura del Qur’ān per ottenere protezione da ogni male). È stato accertato questa funzione dell’Aprente dal Hadīth di ‘abi Sa°īd Āl-Khudrī in cui il Messaggero di Āllāh pace e benedizione su di lui ha detto all’uomo che ha letto la ruqīaħ al capo della tribù: “E come facevi a sapere che essa [Āl-Fātihaħ] è una ruqīaħ?”.Egli disse “O Messaggero di Āllāh [me l'ha fatto intendere] qualcosa che ho sentito nel petto”… il Hadīth è conosciuto.
10- الأساس (Āl-’asās, La base). Si intende la base del Qur’ān.
11- الوافية (Āl-ūāfiīaħ, Colei che e’ sufficiente). Questo poiché essa non può essere divisa a metà. Infatti se il musulmano legge metà di un’altra Sūraħ nella prima rak°aħ e la completa nella seconda rak°aħ questo sarebbe permesso, invece nel caso di Sūraħ Āl-Fātihaħ questo è proibito.
12- الكافية (Āl-Kāfiīaħ, Colei che basta). Muhammad bin Khalād Āl-’iskandarānī ha trasmesso che il Messaggero pace e benedizione su di lui ha detto (trad. dei significati): “La Madre del Libro compensa il posto di altre [Sūar] ma altre oltre a lei non possono compensare il suo posto”.
[b][Nozioni tratte da Tafsīr Āl-Qurtubī][/b]

[u]Significato delle singole parole[/u]
Nel nome  بسم = (sostantivo: nome) اسم + (Preposizione: nel)  بالله: Nome proprio di Dio che può essere usato solo per indicare Āllāh. Questo nome racchiude in sé tutti gli altri novantanove (e più) nomi Suoi, subhānahu ūa ta°ālà, gloria a Lui l’Altissimo.
Tra significati di questo nome: Colui verso il Quale i cuori provano amore, nostalgia; desiderano incontrarLo, vederLo e si tranquillizzano al Suo ricordo. Un altro significato di questo nome è che Egli è l’Unico Dio a cui viene rivolta la °ibādaħ, ed è l’unico ilāh11 ad averne diritto. È per questo motivo che nella shahādaħ viene usato questo nome e non viene usato un altro dei suoi nomi. أشهد أن لا إله إلا الله

الرحمن: E’ uno dei Nomi e attributi di Āllāh (sūt)12 la cui radice deriva dalla parola :رحمة “rahmaħ” che significa misericordia. Āl-Rahmān (lett. Colui che è colmo di misericordia) è Colui che è misericordioso nei confronti di tutto il creato (animali, piante, uomini e jinn siano essi credenti o meno). Anche questo nome, come anche “Āllāh” è riservato unicamente a Lui e nessun altro può essere indicato con esso.
الرحيم: E’ un altro dei Nomi e attributi di Āllāh (sūt) la cui radice deriva dalla parola رحمة, “rahmaħ”, misericordia. Āl-Rahīm è Colui che è misericordioso in maniera particolare verso i suoi servi credenti. Può essere detto di un servo che è rahīm, generoso, ma senza porre l’articolo determinativo primadella parola (vedi Sūraħ Āl-Taūbaħ, āāīaħ 22, dove questo aggettivo viene usato per descrivere il Messaggero di Āllāh pace e benedizione su di lui), poiché solo i nomi di Āllāh sono preceduti dall’articolo.
↔↔↔حمد sostantivo: ringraziamento, lode, che si rivolge solo ad Allah + (articolo determinativo: il) ال
الحمد (Il ringraziamento e la lode: si intende tutto il ringraziamento e tutta la lode) = è la lode verso colui che viene ringraziato per la Sua generosità e la Sua grazia. 1. Quindi āl-hamd è un ringraziamento, una lode rivolta ad Allah per tutto ciò che ti ha concesso e donato, quando si dice “fulān hamid” (“il tale ha ringraziato”) vuol dire che ha ringraziato per un bene che gli è stato fatto ( ā l-hamd viene usato solo per ringraziare Āllāh, mentre il shukr شكر può essere usato anche per esprimere riconoscenza verso gli uomini).
2. Se invece diciamo “hua madahahu” (“egli lo ha lodato, elogiato”, notiamo che il verbo è cambiato; lode si dice madh مدح in arabo) non è necessario che lo stia lodando per qualcosa che ha ricevuto ma per una sua caratteristica, ad esempio per la sua chiarezza nel parlare, la sua concisione o per la sua forza.
3. Āllāh è l’Unico a cui dover rivolgere il hamd in qualsiasi occasione, che possiamo pensare, come positiva o meno per noi, poiché Egli merita il hamd per la Sua Persona (proprio per il fatto di essere il nostro Dio e Signore lo dobbiamo amare e ringraziare) e poiché nella Sua Saggezza (hikmaħ) può decretare ciò che vuole per il Suo servo e ciò che noi vediamo come nocivo può essere educativo o servire per assolvere dei peccati che altrimenti nonverrebbero perdonati e quindi portare un grande bene sia nel futuro prossimo di questa dunīā che nella ākhiraħ.
4. Quindi āl-hamd contiene sia il significato del ringraziamento che della riconoscenza per le cose buone; questa surah inizia con un’espressione di riconoscenza e questo porta in sé un significato eccellente poiché in questa maniera il servo ammette la sua mancanza, la sua povertà e il suo bisogno e allo stesso tempo ammette di fronte ad Āllāh, il Maestoso, l’Altissimo il fatto che solo Lui è il Perfetto, colui che merita la riconoscenza per tutte legrazie, per il miglior agire nei confronti del servo e questa è una delle più eccellenti maniere di °ibādaħ (culto, obbedienza).Per questo motivo se il Servo rivolge al suo Signore la °ibādaħ di colui che va fiero delle proprie azioni, questa non viene accettata da lui. Questo poiché nel suo intimo vi è un senso di soddisfazione di sé, che non si abbina con la riconoscenza e l’umiltà; in verità non vi è nessuna porta che sia spaziosa e migliore, per entrare presso il Signore, della porta del mostrarsi umile di fronte a lui, e povero tra le sue mani poiché uno dei significati più eccellentidella °ibādaħ è l’umiltà nei suoi confronti, gloria a Lui! Per questo il Messaggero, pace e benedizione su di lui, ci ha insegnato a riconoscere di fronte ad Āllāh la nostra mancanza ed ingiustizia, dicendo (trad. dei significati): “O Āllāh in verità ho agito ingiustamente verso me stesso con tanta ingiustizia e non c’è nessuno oltre a Te che possa perdonare i peccati”; perciò perdonami con un perdono che provenga da Te e abbi misericordia di me, in veritàTu sei Colui che perdona, il Misericordioso nei confronti dei credenti”.
5. Iniziando questa Sūraħ con الحمد لله رب العالمين (La lode va ad Allah, Signore dei mondi) essa esprime il significato della riconoscenza per il bene; e non c’è dubbio che il contrario della riconoscenza è la negazione e l’ingratitudine, che è il primo peccato di Iblīs il quale si rifiutò con arroganza di obbedire adĀllāh l’Altissimo. Nel momento in cui il servo dice الحمد لله رب العالمين esso si allontana da tutto questo dicendo: “Ammetto di essere un servo bisognoso, povero, umile, in mancanza verso i miei doveri e che Te, O Āllāh, sei il mio Signore, colui dal quale mi proviene ogni bene e generosità”.
له = Appartiene ad AllahTogliendo la lettera ‘alif della parola Āllāh questa diviene lillāh لله, cioè “di Āllāh”.
رب Rabb: Termine che viene solitamente tradotto come Signore. Āl-Rabb è Colui che crea, educa e provvede alle necessità Sue creature.
1. Nel linguaggio comune “rabb” designa qualcuno che si prende cura, che dirige ad es. il padre può essere chiamato rabb āl-baīt (colui che dirige gli affari della casa) oppure rabb āl-’usra (colui che dirige gli affari della famiglia). Il verbo ربا significa “ha educato” e ha la medesima radice.
عالمين = العالمين Mondi: plurale di عالم= Mondo) + (articolo determinativo) ال.(mondi creati, quelli di cui conosciamo l’esistenza come di quelli di cui non conosciamo l’esistenza
↔↔↔
Vedi sopra la spiegazione di = الرحمن الرحيم
C’è un segreto nella ripetizione di questi due nomi; il significato di ciò che Āllāh ha detto nel Hadīth Āl-Qudsī cio’ che potrebbe essere tradotto come “In verità la mia misericordia ha preceduto la mia ira” e il Messaggero pace e benedizione su di lui insegnava ai suoi compagni a implorare il bene pressoĀllāh ponendo la propria fiducia in Āllāh e nella sua misericordia, il significato di ciò che egli disse: “In verità nessuno entrerà nella Jannaħ con [la ricompensa per] il proprio operato, nemmeno io, tranne che Allah non mi ricopra della Sua Misericordia”.
Questi tre nomi di (Āllāh, Āl-Rabb, Āl-Rahmān) sono l’origine degli altri Suoi Nomi e attributi.
 Il nome Āllāh comprende le caratteristiche della ‘ulūhiīīaħ (da parte dei Suoi servi verso di Lui, quindi l’atto di adorarlo senza associare a Lui alcunché). Il nome Āl-Rabb comprende le caratteristiche della rubūbiīīaħ (da parte di Āllāh verso i Suoi servi, cioè che Egli è l’unico creatore, colui che educa, provvede ai bisogni delle sue creature, e su di loro è dominante). Il nome Āl-Rahmān comprende le caratteristiche Sue di generosità, di bene e del miglior agire (causa che lega il rapporto tra il Signore e i suoi servi. Dio rimane Dio nella sua Grandezza e Magnificenza e il Servo rimane nella sua condizione di Servo completamente sottomesso e dominato dal suo Signore, il rapporto tra Āllāh e il suo servo è unicamente la rahmaħ).
↔↔↔
.Colui che possiede = مالكRe = ملك
 Questa parola può essere letta in due maniere differenti, che sono entrambe corrette: Māliki oppure Maliki. Nel rivolgersi ad Āllāh con questi Suoi nomi, Māliki oppure Maliki, vi è una forma di lode e di glorificazione nei Suoi confronti, e questo porta il musulmano a ricordare il Giorno del Giudizio e del rendiconto.
giorno del giudizio  يوم الدين = giudizio  دين + (articolo determinativo: il. Diventa “del” se preceduto alla parola īaumi ) ال + (Sostantivo) giorno يوم
Il giorno del Giudizio (in cui verranno giudicate le azioni di tutte le creature, giorno in cui verrà fatta giustizia e ognuno riceverà la ricompensa che si sarà meritato).
↔↔↔
a Te = إياك
 Il fatto che venga anticipato il pronome إياك (Te) è un segnale che indica lo specificare e il determinare Colui al quale viene rivolta la richiesta; inoltre questa forma porta in sé la riconoscenza di Āllāh, gloria a Lui, come unico destinatario della °ibādaħ e questo è ilprincipio di taūhīd āl-’ulūhiīīaħ e il fine per cui sono stati inviati i messaggeri.
Noi rivolgiamo la °ibādaħ (culto, obbedienza) نعبد(Preposizione) e = وa Te = إياكNoi chiediamo aiuto نستعين
 Nell’affermazione إياك نعبد vi è l’accertamento del fatto di ricercare aiuto in Āllāh e in nessun altro, cioè “non chiediamo se non il Tuo aiuto, non chiediamo sostegno ad altri oltre a Te e non possiamo fare a meno della Tua generosità”; per questo motivo nel Hadīth Āl- Qudsī Egli, gloria a Lui dice quello che si può tradurre con: {ciò è tra Me e tra il Mio servo} riferendosi alla °ibādaħ e alla richiesta di aiuto del Suo servo.
L’affermazione إياك نعبد rappresenta il diritto di Āllāh l’Altissimo sul servo, fatto che egli conferma, invece l’affermazione إياك نستعين è la ricerca di aiuto del servo in Āllāh per poter compiere questo dovere; questo poiché non riesco a realizzare per Lui né il taūhīd, tanto meno compiere le azioni per questa dunīā come per la ākhiraħ se non con l’aiuto di Āllāh. Dice Āllāh (trad. significati): “E dissero: La lode [appartiene] ad Allah, Che ci ha guidati a ciò! Non saremmo stati guidati, se Allah non ci avesse guidato”. (Sūraħ Āl-’a°rāf, āāīaħ 43).
↔↔↔
Guidaci a noi. La parola guida si dice هدى
la strada = صراط strada (sostantivo)  + (articolo determinativo, in arabo rimane inalterato sia per i sostativi maschili che femminili) la ال
La strada. L’uso dell’articolo determinativo serve ad indicare che la strada verso la quale si chiede di essere guidati: questa è una strada conosciuta, una strada determinata; nel resto della āāīaħ vedremo i dettagli di questa strada su cui vogliamo essere guidati. diritta (aggettivo) ال+ مستقيم articolo determinativo
Il fatto che questa strada sia diritta indica la sua chiarezza, il fatto che sia la strada della verità, strada senza devianze né curve. Questa strada è l’Islām.
 Il significato di questa invocazione è: rendici saldi sulla Retta Via, di modo che non deviamo da essa né ci allontaniamo; questo poiché l’uomo può essere un giorno tra i ben guidati e l’indomani tra gli ingiusti. Un altro significato, complementare, è: rafforza la tua guida su dinoi; questo poiché la “guida” ha diversi gradi e i ben guidati sono su diversi livelli, chi tra loro arriva al livello del veridico e chi è di livello inferiore. A seconda della loro guida sarà il loro cammino sulla Via.
 Dunque in questo modo noi stiamo chiedendo: rafforza la nostra guida, aumenta la nostra fede, insegnaci (questo poiché la conoscenza fa parte della fede); l’aumento della fede porta a una maggior saldezza sulla strada. Āllāh dice (trad. significati): “Quanto a coloro chesi sono aperti alla guida, Egli accresce la loro guida” (Sūraħ Muhammad, āāīaħ 17).
Seguire الصراط المستقيم consiste nel fatto che il servo faccia in ogni momento ciò che gli è stato ordinato per quel determinato momento sia in termini di conoscenza che di azione e che si astenga dal compiere ciò che gli è stato proibito; questo è possibile quando Āllāh pone nel suocuore le conoscenze e le azioni che con determinazione gli permettono di fare ciò che gli è stato ordinato e allo stesso tempo pone in esso quell’odio per la disobbedienza, che lo porta a lasciare con determinazione ciò che gli è stato vietato, cose che portano il servo ad essere guidato verso il bene e a lasciare ed allontanarsi dal male. Quindi chiedendo la guida verso la retta via dici: “O Signore indicami ciòche Tu ami e che Ti soddisfa in tutto quel che mi si pone delle questioni di questa vita, dopodiché dammi la forza e aiutami nel fare ciò verso cui mi hai guidato”.
 La causa nascosta dello sviamento ritorna al fatto di perdere una di questa due cose (la conoscenza e l’azione) oppure di cadere nel loro opposto (l’ignoranza e il seguire i propri piaceri).1. L’ignoranza. A volte nell’uomo vi è il desiderio del fare il bene ma egli ignora la strada legittima (insegnata dalla Shari°aħ) per ottenere questo bene; così segue delle strade inventate (che seguono la bid°aħ, l’eresia) e in esse si sforza inutilmente, pensando di agire correttamente; tutto ciò avviene per mancanza di conoscenza. Quando il servo dice ”ihdina ssirata-l-mustaqim” sta chiedendo al Suo Signore di insegnargli la scienza e di indicargli il bene in modo che non rimanga a rigirarsi nello smarrimento dell’ignoranza.
2. Il piacere. Questo, poiché l’uomo può sapere ma non possedere la forza di volontà che lo spinga ad agire secondo questa conoscenza che possiede e può prevalere in lui il fatto di seguire il piacere, che lo porta a lasciare l’obbligo o a commettere ciò che è proibito pur conoscendone il decreto giuridico; ciò avviene per debolezza di fede, per il prevalere del piacere in lui oppure per l’affrettarsi ad avere il godimento di questa vita.
↔↔↔
صراط Sostantivo: strada. Di nuovo viene citata la parola strada per specificare meglio le caratteristiche di questa via a cui si chiede di essere guidati.
الذين Coloro (se letta con la parola prima sirāta-lladhīna il significato diventa: la strada di coloro
أنعمت Tu (O Āllāh) hai posto grazia
عليهم Su di loro. La parola على da sola significa “su”.
غير negazione, eccetto, tranne
ال articolo determinativo, in arabo rimane inalterato sia per i sostativi maschili che femminili
المغضوب Coloro sui quali vi è l’ira che si sono attirati l’ira da parte di Āllāh
عليهم Su di loro
و (Preposizione) e
لا non
ال articolo determinativo, in arabo rimane inalterato sia per i sostativi maschili che femminili) gli
الضالين gli sviati, coloro che si sono persi, hanno perduto la strada retta.
 L’ultima āāīaħ conferma i significati contenuti nella āāīaħ precedente e aggiunge altri dettagli ad essa. Il significato di ”la strada di coloro che hai colmato della Tua grazia” è la strada di coloro che hanno guadagnato la perfetta guida tra coloro sui quali Allah ha posto la grazia tra gli ammonitori, i veridici, i martiri e i devoti e questi sono la buona compagnia.
  “coloro che si son meritati l’ira di Allah” sono coloro che hanno conosciuto la verità ma se ne sono allontanati come gli ebrei e coloro che si comportano alla stessa loro maniera. Dice Allah (trad. significati): Di’: “Posso forse annunciarvi peggior ricompensa presso Allah? Coloro che Allah ha maledetto, che hanno destato la Sua collera su di loro e che ha trasformato in scimmie e porci, e ha fatto di loro coloro che adorano gli idoli. Sono questi che hanno la condizione peggiore e sono i più lontani dalla retta via” (Sūraħ Al-’A°raf, āāīaħ 60).Gli ebrei o coloro che agiscono parimenti: non sono guidati sulla Retta Via a causa del fatto che hanno scelto di seguire i loro piaceri; dunque gli ebrei possiedono la conoscenza però non la applicano nelle loro azioni. Āllāh ha citato  “coloro che si sono meritati l’ira di Allah” prima degli “sviati” poiché la loro situazione è più rischiosa e il loro peccato più grande. Questo per il fatto che se l’uomo è sviato percausa dell’ignoranza può elevarsi con la conoscenza, invece se la deviazione deriva dal fatto di seguire i propri piaceri, diventa praticamente impossibile che esso si allontani dal suo errore. Per questo vi è l’ammonizione di un forte castigo nei confronti di chi non agisce con la propria conoscenza.
“Gli sviati” sono coloro che hanno abbandonato la verità per ignoranza e deviazione, come i cristiani; non è da escludere che successivamente abbiano acquisito anche le caratteristiche di caparbietà e la persistenza sui peccati.
CONCLUSIONECi troviamo ora di fronte a tre strade.
1. La Retta Via: la via di costoro comprende la conoscenza della verità e l’agire secondo questa conoscenza. Dice l’Altissimo (trad. significati): “Egli è Colui che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la Religione della verità” (Sūraħ Āl-Taūaħ, āāīaħ 17). Quindi la conoscenza utile e le buone azioni.
2. La via di coloro che si sono attirati addosso l’ira di Dio: la via degli ebrei e di coloro che si comportano alla loro maniera. Costoro conoscono la verità ma non agiscono secondo essa.
3. La via degli sviati: costoro agiscono, ma con ignoranza. Disse uno dei salaf (generazione successiva a quella dei compagni, di cui ha ben parlato il Messaggero pace e benedizione su di lui): “Chi si svia tra i servi di questa Comunità (‘ummaħ) somiglierà ai cristiani”. Possiamoad esempio citare alcune sette Sufi che adorano Āllāh secondo ignoranza e deviazione.
Infine chiediamo ad Āllāh l’Altissimo di fare in modo che siamo tra coloro che sono stati guidati verso la Retta Via e a cui è stato donata la conoscenza utile e le buone azioni e siamo tra coloro che si tengono ben lontani dalla via di coloro che si sono attirati addosso l’ira di Āllāh e dalla via degli sviati, amin.
NOTE1 Plurale di Sūraħ.2 Sublime, eccellente.3 Disposizioni su tutte le questioni che riguardano la vita dell’uomo.4 Ammonizione.5 Ricordo di Āllāh.6 Culto, obbedienza intesa nel senso più profondo e ampio del termine.7 Il far ricordare. La parola tadhkīr somiglia alla parola dhikr poiché la radice è la medesima.8 Plurale di salāħ.9 Plurale di Cibādaħ, atti di obbedienza.10 Intenzione sincera e culto totalmente dedito ad Āllāh. L’ikhlās rappresenta uno dei due requisiti fondamentali perché le azionipossano essere accettate da Āllāh l’Altissimo.11 Il termine ilāh, solitamente viene tradotto come Dio oppure divinità. Āllāh è l’unico ilāh (ponendo l’articolo diviene Āl-ilāh, il Dio) a cui rivolgere la totalità del culto, dell’obbedienza, l’Unico ad averne diritto (per questo motivo coloro che rivolgono parte otutto il culto ad altri oltre a Lui riceveranno un doloroso castigo per ciò che hanno rivolto, a torto, ad altri oltre ad Āllāh gloria a Lui.12 Subhānahu ūa tacālà.dall’articolo, la cui presenza indica che la qualità nella sua completezza (nel nostro caso che tutta lamisericordia) appartiene ad Āllāh l’Altissimo.

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