Tornata all’Islam, al hamdulillah

Chiudo gli occhi, e cerco nella mia mente il primo lontanissimo ricordo…
Nella mia testa scorrono lente le immagini del passato, prima vivide, cosa ho fatto ieri, e l’altro ieri; mentalmente inzio a riavvolgerle veloci indietro, indietro, sempre più indietro…
Piccole fitte al cuore quando il film nella mia testa rimanda momenti dolorosamente vissuti.
Chissà perchè se pensiamo al nostro passato i giorni in cui abbiamo pianto e sofferto riaffiorano per primi?
Mi fermo, e piango, oggi come allora, con quel dolore, con quello stesso strazio con cui ho vissuto gli istanti che ora nella mia memoria rivivono.
Sento il calore del sole, vedo la luce stagliarsi bellissima nella stanza filtrata dalle tende, sono sul letto dei miei genitori, accanto a mio padre, e mio padre è una farfalla con le ali di piombo che sbatte debolmente le ali senza riuscire a librarsi nel cielo.
Stringo a me mio padre, non ricordo di essergli stata più così vicina da tanto tempo, e oggi me ne rammarico.
E ora lo stringo a me, ho paura che mi lasci, lo so che sta per lasciarci, lo stringo istintivamente più forte, ingenuamente più forte, come se questo abbraccio potesse trasferire la mia vita a lui, come se tenendolo saldamente attaccato a me io avessi il potere di tenerlo attaccato alla vita. Ma non è vero niente, e Papà sta morendo.
Chiudo gli occhi, non oggi, ma quell’oggi già vissuto, già ancorato ai ricordi, quell’oggi in cui la vita di mio padre si spegneva lentamente, inesorabilmente.
Non si può piangere, Mamma l’ha proibito, l’ultima cosa che Papà le ha detto è stata:”Non farmi andare via”; non si può piangere, Mamma l’ha proibito perchè Papà sta morendo e non è pronto a morire.
Ricaccio indietro le lacrime, le sento scendere con un nodo nella mia gola e inizio a pregare “oh, Dio” e mi fermo, presa dal dubbio, mi chiedo come devo pregare, chi devo invocare, sto studiando la religione islamica, sto leggendo il Corano da un po’ di tempo e dentro di me sono combattuta…
Prendo il Rosario da sopra il comodino, il mio Rosario, Mamma l’ha messo lì per me; da qualche tempo non me lo sente più recitare, ma crede che adesso ne sentirò il desiderio.
Faccio scorrere tra le dite le perle che lo compongono, mi ritrovo nel palmo della mano il crocifisso, “Dio non ha figli” e lo ripongo, ma la paura di aver offeso Dio mi coglie.
Accarezzo con lo sguardo il crocifisso “Gesù è il figlio di Dio, morto per noi sulla croce”.
Papà ha un arresto cardiaco, inizio a praticare massaggio cardiaco, la voce mi esce dolce, calma:” chiama le altre” dico a mia sorella.
La vita di mio padre è tra le mie mani, quando smetterò di dare ritmo al suo cuore Papà non avrà la forza di farlo da sè.
Inizio a pregare” Dio abbia pietà di mio Padre, abbi pietà di lui, abbi pietà di noi, accogli mio padre e perdonalo per non aver riconosciuto i tuoi segni, perdonalo e accoglilo in paradiso nel Giorno del Giudizio”
Accosto la mia bocca al suo orecchio e sussurro “Ashadu alla ila ilLah Allah, wa Ashadunu anna Muhammadun rasul Allah”, lo ripeto ancora e ancora…
Siamo tutte attorno a mio Papà, continuo a massaggiare il cuore di mio padre, lui mi guarda, non dice nulla, ma quello sguardo mi chiede di smettere…
Papà sospira, adesso si può piangere

About Amal Maria Rosaria Stillante

Musulmana hamdulillah, mai paga di servire Allah swt, tesa a compiacerLo ad accrescere il mio iman sono in costante ricerca di confronti pacifici e proficui, sono schietta e sincera, ahimè con la grazia di un elefante dico sempre ciò che sento
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