CIRCA IL PUDORE doctor Amr Khaded

Di AMR  KHALED  circa il Pudore

Il pudore è ciò che trattiene la tua anima dal commettere peccati, volgarità ed oscenità. Il tuo cuore non sopporta di compiere un atto proibito, proprio perché è intollerabile per te vederti disonorato davanti ad Allah, alla gente e davanti alla stessa tua anima. Questo perché hai un animo nobile.

Questo è il pudore. È come se fosse un sentimento interno all’animo che ti solleva dalle qualità pessime! Posso io commettere adulterio? Posso rubare? Posso mentire? Non potrò mai farlo, perché ho un animo nobile ed elevato, io sono superiore a questo, io rispetto me stesso. E lo faccio davanti ad Allah l’Eccelso, il  Maestoso, davanti alla gente e davanti a me medesimo.

Pudore in arabo si dice Hayaache deriva dalla parola Hayat cioè vita. L’uomo è pudico quando è cosi vivo che si sente superiore dal compiere volgarità e peccati . Perciò c’è una forte relazione tra il  pudore e la vitalità del proprio cuore, a tal punto che più il tuo cuore è vitale, più è pudico.

Per questo si dice: “Il più vivo è quello che è più pudico”; quando muore il cuore, per un nonnulla si diventa brutti ed osceni, e in questo caso, non c’è più nulla da fare.

Qual è la differenza tra la timidezza ed il pudore?

Molti pensano che il pudore sia la timidezza. Io sono timido, dunque io sono pudico; in realtà non è così.

La timidezza è la confusione. In generale si è confusi quando qualcuno si trova davanti ad un uomo più sapiente di lui, quando si trova sotto i riflettori, oppure quando qualcuno gli rivolge una domanda e lui non riesce ad esprimersi.

La timidezza è il risultato della codardia e della paura. È l’atteggiamento di una persona dal carattere debole che non ha fiducia in se stessa.

Il pudore invece è il contrario di tutto questo, il pudore è di un carattere così nobile e sicuro di se che rende chi lo ha superiore dal commettere oscenità.

Il timido si vergogna perché si sente  inferiore rispetto agli altri. Mentre il pudico, consapevole della nobiltà dell’anima, rifiuta di essere disonorato davanti ad Allah, davanti alla gente e davanti a se stesso. È una grande differenza.

Questa differenza ci aiuta ad avere più capacità di discernimento in vari comportamenti.

Ma non lasciarti sottrarre ciò che è tuo di diritto dicendo “ho pudore”.

Il pudore è trovare immorali le oscenità, non insultare gli altri, non corteggiare le ragazze per la strada.

I detti del Profeta (pace e benedizione su di lui) sul pudore

Il profeta disse: ” La fede è divisa in settanta parti e più. Il pudore è una parte della fede”

Il fatto strano è che il Profeta (pace e benedizione su di lui) non ha citato le settanta parti ma ha ricordato il pudore; perché? Perché il pudore è quello che ti aiuta a compiere gli altri aspetti. Se amministri a sufficienza il pudore, sarai conseguentemente sicuro di compiere correttamente tutti gli altri atti, in aggiunta alle settanta parti citate.

Completa il tuo pudore, completerai la tua fede

In un detto il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse: La fede comprende settanta parti o più di settanta aspetti, il più eccellente dei quali è la formula: “Non vi è Dio oltre ad Allah” e il più basso dei quali è la rimozione di un ostacolo pericoloso dalla via; e il pudore è una parte della fede

Questo perché il Profeta (pace e benedizione su di lui) volle confermarci  che il pudore è una parte della fede!

Gli studiosi hanno cercato di definire le settanta parti e più. Ibn Shaiban  disse che queste parti sono divise in sezioni riguardanti il  cuore, la lingua e il corpo.

Quelle relative al cuore sono: il credo in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno del Giudizio, nella Resurrezione, nel rialzarsi del morto, nel Paradiso e nell’Inferno; avere timore verso Allah e provare il pentimento, essere soddisfatti, essere grati verso l’ Altissimo.

Quelle che riguardano invece la lingua, sono: l’ evitare di dire cose disdicevoli, imparare la scienza, leggere il Corano, raccomandare  le buone consuetudini e proibire ciò che è riprovevole.

Quelle relative al corpo, sono: la preghiera, il digiuno, il jihad, il pellegrinaggio, la visita,  l’invito ad Allah e molte altre cose.

Nel precedente elenco, il pudore non è stato citato perché è il polo che collega tutte le settanta parti e più.

—    Se non ho pudore con  i miei genitori, non potrò essere obbediente verso di loro loro.

—    Se non ho pudore davanti ad Allah, non potrò pentirmi.

—    Se non mi vergogno dei miei peccati e non ho la volontà di purificarmi, non potrò compiere il pellegrinaggio e la visita.

Tutti i buoni caratteri derivano dal pudore, e la premura di obbedire Allah deriva dal pudore verso di Lui.

Il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse: “Il pudore e la fede sono connessi, se si eleva l’uno si eleva l’altro“.

Il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse:”Tutto il pudore è bene “.

Disse anche:”Il pudore non porta che il bene“, il suo risultato è sempre positivo.

Tra i detti del Profeta vi è anche questo: “Il pudore fa parte della fede, e la fede è nel Paradiso, invece la sconcezza e la bassezza d`animo ed i vizi fanno parte  della durezza, e la durezza è nell’Inferno”La durezza è la rozzezza del cuore.

Il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse:” Quando Allah Vuole annientare una persona, gli toglie il pudore, e quando gli è stato tolto il pudore, lo troverai abominevolmente orrendo;

Questi esempi si possono vedere anche per strada. Può capitare che tu ti possa vergognare dei comportamenti privi di pudore di alcune persone, e di guardare i loro visi e trovarli odiosi e detestabili.

“.. e quando lo troverai abominevolmente orrendo, Allah gli toglierà l’affidabilità; e quando gli sarà stata tolta l’affidabilità, lo troverai un perfido traditore, e Allah gli toglierà la misericordia; e quando gli sarà stata tolta la misericordia, lo troverai dannato e maledett...”.

Il pudore è la prima qualità che è stata tolta: è il primo passo per perdere la  fede e la religione.

Il Profeta (pace e benedizione su di lui) disse: “Ogni religione è certo caratterizzata da una qualità morale, e la qualità morale dell’Islam è il pudore

Cosa vuol dire? Tra le qualità dell’ Islam non c’è altro che il pudore? No, però è la  più perfetta e sublime.

Il Profeta* disse: “La qualità morale che è sopravvissuta dalle parole dei precedenti Profeti fino al giorno d’oggi è il pudore.  E se non vuoi essere pudico, fa come vuoi”Trasmesso  da Al-Bukhari.

Che cosa significa “se non vuoi essere pudico pudore fa come vuoi”? Questo detto  ha due significati:

1.      E’ una minaccia: se non sei pudico, fa come vuoi, e sarai punito.

2.      Oppure: Bada a ciò che stai per compiere. È  un atto vergognoso nei confronti di Allah, della gente, di te stesso? Se non ti vergogni di questo atto, va avanti e continua a compierlo – fa come vuoi – Niente può dissuaderti dal commettere peccato.

Esempi sul pudore nel Corano, nella vita del Profeta (pace e benedizione su di lui), nei compagni; e il loro pudore.

Abu Sa’id Al Khudri riportò: “Il Messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui) era più pudico della vergine nella sua stanza. E quando gli dispiaceva qualcosa, ce ne accorgevamo dal suo viso”

Hai presente una vergine nella sua stanza nel giorno delle sue nozze, quanto è timida e pudica? Il Profeta (pace e benedizione su di lui ) era più pudico di lei.

Dov’ è il tuo pudore? Ti vergogni quando vedi una scena scandalosa? Arrossisce  il tuo viso nel vedere questa scena?

Il messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui), passò accanto ad uno degli Ausiliari, che stava invitando suo fratello a  diminuire un po’ del suo pudore, il messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui), allora gli disse::”Lascialo! il pudore fa parte della fede”.

Ed ecco qui un detto rivolto ai miei fratelli e alle mie sorelle qui presenti:

Fatima bint Otba Ibn Rabea è andata al profeta (PBSL) per abbracciare l’islam – con loro c’ era Aisha, la moglie del Profeta (PBSL) – il Profeta disse a Fatima:”Fatima,  promettimi  di non associare altri ad Allah, di non rubare, di non commettere adulterio…in quel preciso istante, la donna si vergognò a tal punto che abbassò la testa mettendo le mani su di essa. Il Profeta fu compiaciuto del pudore di Fatima, e Aisha (Che Allah sia soddisfatto di lei) le disse: prometti, Fatima! tutte le donne hanno promesso queste Fatima fece la promessa.

Paragona questa situazione con ciò che accade oggigiorno. Qualche volta, ascoltando i discorsi delle ragazze, tu ti imbarazzi e ti si  arrossa il viso, mentre Fatima si è vergognata , ha messo le mani sulla testa e l’ha abbassata, solo perchè ha sentito dire la parola”adulterio”.

Ecco un hadith raccontato da Aisha (Che Allah sia soddisfatto di lei): “Quando entravo in casa mia – nel periodo in cui vi furono sepolti il Messaggero di Allah(PBSL) e Abu Bakr – [il padre di lei] – dicevo che essi erano mio padre e mio marito, e quindi non mi curavo di indossare il velo. Quando morì Omar Ibn al-Kattab e venne sepolto accanto al Profeta (PBSL) e a mio padre, mi sono vergognata di non vestire il velo, anzi, mi curai di vestirmi completamente, pur essendo Omar morto.“.

Paragonate questo con ciò che accade oggi.

Il Profeta (PBSL) parlò del pudore di Othman Ibn Affan (Che Allah sia soddisfatto di lui):

Come non si può essere pudici davanti ad Othman, verso cui gli angeli sono pudici?.

Chi è questo uomo di cui si vergognano gli angeli? Potrai mai essere quel giovane che va veloce con la sua auto, alzando il tono dello stereo e che corteggia le ragazze per strada? Potrà mai essere  questa ragazza che si veste con  pantaloni e top così attillati da rivelare tutte le forme del suo corpo?

Queste persone, potrebbero essere i  discendenti di Othman, Aisha e Fatima?

Essendo così lontani dal pudore, possiamo essere seguaci di questi virtuosi Compagni?

Quando si parla del pudore, pensiamo sempre alle ragazze, dalle quali ci aspettiamo maggiormente che lo applichino.

Vedi il pudore della ragazza incontrata dal Profeta Mose`(pace su di lui ) nella Sura “Al-Qasas” (Il Racconto). Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “Abbeverò per loro, poi si mise all’ombra e disse: «Davvero, Signore, ho molto bisogno di qualsiasi bene che farai scendere su di me».  Una delle due donne gli si avvicinò timidamente . Disse: «Mio padre ti invita per ricompensarti di aver abbeverato per noi». Quando giunse al suo cospetto e gli raccontò la sua storia, disse [il vecchio]: « Non temere, sei sfuggito a gente ingiusta». ”(TSC Sura XXVIII, versetti 24-25).

Ci sono due letture del versetto: la prima tratta del modo pudico di camminare della ragazza, e la seconda collega il suo modo di camminare, il suo pudore e le sue parole. Cioè sottolinea che la ragazza cammina con pudore e parla con pudore, e quindi  che ha pudore in ogni suo aspetto.

Chi tra le nostre sorelle e figlie  si cura di camminare con pudore? Tu, quando parli, parli con pudore?

Molte ragazze, oggigiorno, hanno perso questa qualità morale.

Il grado più alto e  più sublime di pudore è quello che manifestiamo nei confronti di Allah.

Tutti i peccati, piccoli o grandi, dell’uomo o della donna, dell’anziano o del ragazzo, convergono verso un punto comune: nel non avere pudore del fatto che Allah ci vede quando commettiamo i peccati.  Se tenessimo a mente che Allah ci osserva in continuazione, non avremmo di sicuro commesso alcun peccato.

Talvolta una persona può commettere un peccato considerato grande, ma se vi è il rispetto e il timore di Allah, questo misfatto diventa meno grave; invece se qualcun’altro commette un piccolo misfatto, e viene unito all’arroganza e all’impudicizia verso Allah, esso diventa enorme. Se a quest’ultima persona viene dato un consiglio, essa replicherà: “Questo non ti riguarda”. Allah dice quel che può essere tradotto come: “E quando gli si dice: “Temi Allah”, un orgoglio criminale lo agita. …” (TSC- Sura II, versetto 206). Infine, questa persona aggiungerà: “E allora !?”

Abbiamo visto il valore e l’importanza della pudicizia, con la quale è possibile che un peccato grande diventi piccolo e viceversa; questo dipende dalla vergogna che provi verso Allah.

Ascolta ciò che Ibn Al-Qayim disse a proposito:

La tua gioia di un peccato è più grave presso Allah del peccato stesso, a causa della mancanza di pudicizia verso Allah”. Quindi il piacere che provi mentre commetti un peccato è più grave per Allah del peccato stesso, e continua: “Il tuo dispiacere di perdere un’ occasione per commettere un peccato, è più grave per Allah del peccato stesso”.

C’è chi commette una colpa avendo paura di Allah, avendo rispetto verso di Lui, senza provare piacere della propria colpa. Indubbiamente Allah aiuterà questa persona a ravvedersi e la perdonerà. E invece c’è chi si augura di fare un peccato, fa di tutto per attuarlo e quando fallisce nell’ottenerlo si rattrista dolorosamente. Questa tristezza viene messa, nel Giorno dalla Resurrezione, sulla bilancia delle cattive azioni, e sarà più pesante del peccato stesso. Tutto ciò per l’impudenza verso Allah. Quando cerchi di nasconderti mentre fai un peccato, è più grave per Allah del peccato stesso, perché hai avuto riguardo verso la gente e non l’hai avuto verso Allah, il Creatore dei Mondi.

Un uomo andò da Ibrahim Ben Al-Adham dicendo: “O imam, mi voglio pentire e abbandonare i peccati, dammi dei consigli che mi possano aiutare a non  disobbedire ad Allah e per essere protetto dagli errori nei momenti di debolezza”. L’ imam Ibrahim disse: “Se vuoi disobbedire Allah, lo puoi fare però non sulla sua terra”. L’uomo disse: “Allora dove potrei disobbedirGli?”. L’Imam disse: “Fuori dalla Sua terra”. L’uomo disse: “Come faccio, tutta la terra è di Allah, Il Glorioso, Il Magnifico”. L’Imam disse: “Non hai vergogna, quindi, di disobbedire ad Allah sulla Sua terra! E se vuoi continuare a disobbedirGli, non mangiare il Suo cibo”. L’uomo replicò: “O Imam come faccio a vivere?” L’Imam rispose: “Non hai pudore, quindi, di mangiare il Suo cibo e di disubbidirGli nonostante il bene che ti ha donato! Ma se  vuoi ancora dissubbidirGli, allora farlo in un luogo dove Allah non può vederti”. L’uomo chiese: “Come faccio? Allah è con noi, ovunque siamo”. L’Imam disse: “Non hai pudore, quindi, di disobbedirGli mentre è con te ovunque! Ma se vuoi ancora disobbedire ad Allah, allora, quando verrà l’Angelo della morte per prendere la tua anima, digli di attendere finché non ti sarai pentito”. L’uomo disse: “Chi ha il potere di fare questo?”. L’Imam rispose: “Non hai pudore? Morirai, e l’Angelo prenderà la tua anima mentre stai peccando. Se continui a voler disobbedire ad Allah, quando gli angeli dell’inferno ti verranno a portare nel fuoco di’ loro:”Non vengo con voi”, se puoi. Non hai ancora pudore?”.

Tu mangi il Suo cibo, Gli disobbedisci sulla Sua terra, Gli disobbedisci mentre Egli ti vede, e può darsi che morirai mentre stai commettendo un peccato, e non potrai allontanare l’Angelo della morte o sottrarti dagli Angeli dell’inferno nell’Ultimo Giorno; non hai ancora pudore?

Allora, se non hai voluto fare altro che disobbedire, voglio ricordarti la Sua grande misericordia e il Suo affetto verso di te, sperando che questo possa farti vergognare di disobbedirGli.

Allah L’Altissimo disse, in un Hadith Qudsi:

Io, l’umanità e i Jinn siamo in una grave situazione. Io li creo e loro adorano idoli costruiti da sé stessi. Io provvedo alla loro sussistenza ed altri sono ringraziati. La Mia misericordia scende su di loro, mentre salgono a Me i loro misfatti. Benché non abbia bisogno di loro, con i Miei doni Mi riavvicino a loro, ed essi si allontanano con i loro peccati, perfino quando hanno bisogno di Me.  Colui che viene penitente da Me, lo ricevo, non importa quanto egli fosse lontano, e colui che si allontana da Me, lo chiamo da vicino. Chi abbandona un peccato per Me, lo ricompenso con molti doni, e chiunque abbia piacere di gratificarMi, Io ho piacere di gratificarlo. A chiunque fa riconoscere la Mia Volontà e il Mio Potere in qualunque sua azione, Io rendo il ferro curvo per gratificarlo. Le persone a Me care, sono coloro che stanno con Me (a chiunque voglia stare con Me, permettete di supplicarMi e ricordarMi). A chiunque Mi ringrazia, concedo molte benedizioni, a chiunque Mi obbedisce, lo elevo e lo rendo ancor più Mio amico. A coloro che Mi disobbediscono, lascio aperta la porta della Mia Misericordia. Se si pentono, diventano Miei amati, in quanto Io amo coloro che si pentono e si purificano per gratificare Me. Se non lo fanno, li curerò, colpendoli con delle difficoltà per purificarli dai peccati. Chi preferisce Me più di ogni altro, viene preferito da Me sopra ogni altro Presso di Me ogni buona azione verrà ricompensata dieci e più, settecento e più o infinite volte, e ogni misfatto varrà quanto uno solo, a meno che chi lo ha commesso non si penta e chieda il Mio Perdono, in tal caso, perdonerò anche quello. Tengo in considerazione ogni piccola buona azione e perdono anche i peccati più grandi: la Mia Misericordia supera la Mia Ira, la Mia Compassione supera il Mio Biasimo, il Mio Perdono supera la Mia Punizione essendo Io più piètoso con i Miei servi che una madre con suo figlio

Non hai ancora pudore dopo tutto questo? Non abbassi ancora il tuo sguardo? Consumi ancora cibi illeciti? Non vuoi ancora portare il Hijab (il velo)? Dici ancora delle bugie? Sei ancora disonesto? Ancora non temi Allah? Non esegui ancora la preghiera come dovresti? Non vuoi ancora dare la Zakat? Non vuoi ancora vivere per Allah?

Allah l’Altissimo, in un altro Hadith, chiama Davide dicendo: “O Dawud! Se coloro che si allontanano da Me conoscessero il Mio amore per loro, il Mio attaccamento a loro e il Mio desiderio di vederli tornare, verrebbero verso di Me volando. O Dawud! Se questo è per chi si allontana, secondo te, come sarà il Mio amore per coloro che vengono da Me?” La Gloria sia su Allah, l’ Unico.

Come fai a non avere pudore verso Allah, insistere ancora nel disobbedirGli e non ad amarLo??

Abu Mu’sa riporta un altro Hadith del Messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui) che dice: “Allah distende la Sua mano di notte per permettere ai colpevoli di pentirsi dei misfatti commessi dall’alba al crepuscolo, e distende la Sua mano di giorno per permettere ai colpevoli di pentirsi dei misfatti commessi durante la notte”.

Allora, Allah l’Altissimo ti cerca, ti invita e ti chiama per portarti sulla Sua Retta Via; con tutta questa clemenza e tutte le benedizioni che Allah ti ha donato, non provi ancora pudore verso Lui?

Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “In verità siamo stati Noi ad aver creato l’uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l’animo suo. …” (TSC-Sura L, versetto 16).

Come puoi aver dimenticato che Allah ha creato te, gli occhi con i quali vedi, le orecchie con le quali ascolti, il cuore che stai usando mentre hai legami amorosi illeciti, dimenticando Colui che ti ha dato queste emozioni e questi sentimenti?

Allah l’Altissimo dice quel che può essere tradotto come: “O uomo, cosa mai ti ha ingannato circa il tuo Nobile Signore Che ti ha creato, plasmato e t’ha dato armonia e Che ti ha formato nel modo che ha voluto?” (TSC- Sura LXXXII,versetti 6-8).

E dice ancora quel che può essere tradotto come: “Consideri l’uomo il suo cibo: siamo Noi che versiamo l’acqua in abbondanza, poi spacchiamo la terra in profondità, e vi facciamo germinare cereali, vitigni e foraggi, olive e palmeti, lussureggianti giardini, frutti e pascoli, di cui godete voi e il vostro bestiame” (TSC- Sura LXXX,versetti 24-32)

Vuoi imparare la pudicizia? Prendi allora una penna e un foglio, e dividilo in due colonne. Nella prima parte scrivi le benedizioni che Allah ti ha donato (la vista, l’udito, la forza, gli occhi, le emozioni, i sentimenti, la bellezza, il pensiero, i genitori, l’Islam…), e nell’altra segna i tuoi peccati: comparali e medita bene sui Suoi benefici, infiniti nonostante i tuoi misfatti. Giuro che piangere è il minimo davanti ai Suoi benefici.

Pensa al pudore che proverai nel Giorno della Resurrezione davanti ad Allah se non riesci a ricordarLo in questa vita, nonostante sia con te in qualsiasi momento, ti senta e ti veda. Egli disse a Mosé (pace su di lui) ciò che può essere tradotto come: “Non temete. Io sono con voi: [tutto] odo e vedo.” (TSC- Sura XX, versetto 46); “Non sa che, invero, Allah vede?” (TSC- Sura XCVI, versetto 14). Non hai pudore malgrado tutto ciò? Ricordati di come sarai sottomesso davanti ad Allah, nel Giorno del Giudizio: mentre prenderai la pagina dove saranno scritti tuoi misfatti, sarai misero, scalzo e nudo. La maggior parte di noi è disattenta, e non pensa a questa grave situazione, ma questo giorno è più vicino di quanto possiamo immaginare, come disse il Profeta (pace e benedizione su di lui): “Lo spazio che intercorre fra il mio tempo e il Giorno del Giudizio è piccolo quanto la distanza fra queste (avvicinando le sue due dita)”.

Non dimenticare la vergogna che proverai mentre sarai tra le mani di Allah l’Altissimo. L’Imam Ali (che Allah si compiaccia di lui) disse: “Ci saranno persone nel Giorno del Giudizio la cui carne cadrà dai volti dalla vergogna, quando i loro peccati verranno presentati davanti ad Allah” Immagina questo giorno, quando l’Araldo chiamerà le persone con i loro nomi, uno per uno, per esporre ciò che avranno commesso.

Immagina queste persone,  che non potranno muoversi  per il terrore e per il pudore. Ma gli Angeli li riconosceranno tra milioni, per la vergogna e per il timore di Allah che mostreranno. Allah l’Altissimo gli dirà (secondo un hadith del Profeta, pace e benedizione sopra di lui): “Oh Mio servo, che cosa ti hai ingannato circa il tuo Signore? Non hai pensato che Mi avresti incontrato oppure te lo sei dimenticato? Oh mio servo, non hai avuto pudore verso di Me mentre guardavi le cose proibite, mentre andavi verso il male, mentre prendevi ciò che era vietato? Servo Mio, Mi hai preso alla leggera? Sono stato poco importante per te? Ti comportavi nella maniera migliore nei confronti delle persone e ti presenti a Me soltanto con i tuoi disgustosi peccati? Mio servo, non ti ho fatto il dono del matrimonio? Non ti ho dato la salute? Non ti Ho provvisto della sussistenza? Non ti Ho…? Non ti Ho…? Mio servo, leggi il tuo libro.” Prendi il tuo libro e leggi: ti accorgi di aver compiuto una buona azione, e si schiarisce il tuo viso,  quindi di aver commesso un peccato, ed esso ti diventa nero… e prosegui così.

Immaginate che esisterà anche colui che non avrà pudore nemmeno nel Giorno del Giudizio, che dirà ad Allah l’Altissimo: “Oh mio Signore, non accetto le testimonianze di altre persone né quelle degli angeli, e neanche di questo libro scritto.” Allah l’Altissimo dirà: “Allora che cosa vuoi?” E questa persona risponderà: “Accetto soltanto la mia testimonianza.” Quindi Allah l’Altissimo dirà: “Sì, la tua testimonianza sarà sufficiente”, e poi Egli sigillerà la sua bocca e ordinerà al suo udito, alla sua vista e alla sua mano di testimoniare. Come Allah l’Altissimo dice in ciò che può essere tradotto come: “E diranno alle loro pelli: «Perché avete testimoniato contro di noi?». Risponderanno: «È stato Allah a farci parlare, [Egli è] Colui che fa parlare tutte le cose. Egli è Colui che ci ha creati la prima volta e a Lui sarete ricondotti». Non eravate celati a tal punto che non potessero testimoniare contro di voi il vostro udito, i vostri occhi e le vostre pelli. Pensavate invece che Allah non conoscesse quello che facevate.” (TSC- Sura XLI, versetti 21-22).

Immagina le tue mani che diranno ad Allah: “Oh Signore, ci ha usato per fare tale azione ignobile.” Immagina i tuoi piedi che diranno ad Allah: “Oh Signore, ci ha utilizzato per andare a commettere tale peccato.” Immagina il tuo cuore che dirà: “Oh Signore, ha avuto voglia di esaudire tali desideri proibiti.”

Immagina la collera di Allah l’Altissimo che dirà a questa persona: “Vattene, oh schiavo del male, hai la Mia perenne maledizione.” Abbi pudore verso Allah l’Altissimo, per evitare una tale situazione.

Vuoi invece sapere come verrà trattato un buon credente nel Giorno del Giudizio? il Profeta (pace e benedizione di lui) spiegò che Allah l’Altissimo si avvicinerà al Suo fedele servitore, e coprendolo per nasconderlo dagli altri, gli dirà: “Ti ricordi di questo peccato, di tale misfatto? Te li ho nascosti, e non ti Ho svergognato sulla terra, e oggi ti perdono.”

I sapienti parlano di sei tipi di pudore:

  1. Il pudore dei peccatori “Al-Jinaya”: si tratta di un pudore che prova chi commette un enorme peccato; lo si paragona a quello di Adamo quando mangiò il frutto dall’albero. Adamo ed Eva corsero, dopo aver mangiato dall’ albero proibito, in tutti gli angoli del Paradiso per nascondersi, dalla vergogna. Questo tipo di pudore, si manifesta quando commetti un peccato, e di seguito cerchi di riscattarlo facendo una buona azione.
  2. Il pudore di coloro che sentono di non aver fatto abbastanza: in questo caso, ci si accorge, pur essendo  religiosi, di essere ben lontani dal raggiungere il tipo di culto che Allah merita. Questo pudore, è come quello degli Angeli, che pregano Allah per centinaia di anni. Il Profeta, pace e benedizione su di lui, disse: “In cielo, davvero non c’è più posto. In ogni spazio di tre dita, c’è un angelo prosternato che sta pregando. E nel Giorno del Giudizio, gli Angeli diranno ad Allah che non l’hanno adorato come si doveva.”
  3. Il pudore dei sottomessi: è il sentimento che prova chi ha capito di essere un servo di Allah l’Altissimo, di essere totalmente sottomesso a Lui, che fa quello che Egli ha comandato. Il miglior esempio di questo tipo di pudore è quello del Profeta, pace e benedizione su di lui, che pur desiderando che la direzione della preghiera fosse verso la moschea Al-Haram (La Mecca) e non verso quella di Al-Aqsa, non chiese ad Allah l’Altissimo di cambiarla, perché il suo pudore glielo impediva. Come Allah il Compassionevole dice, in quel che può essere tradotto come:“Ti abbiamo visto volgere il viso al cielo. Ebbene, ti daremo un orientamento che ti piacerà. Volgiti dunque verso la Sacra Moschea. Ovunque siate, rivolgete il volto nella sua direzione. Certo, coloro a cui è stato dato il Libro, sanno che questa è la verità che viene dal loro Signore. Allah non è incurante di quello che fate.” (TSC- Sura II, versetto 144). Il Profeta guardava verso il cielo senza osare  chiedere; questo è il pudore della sottomissione.
  4. Il pudore che proviene dalla gratitudine nei confronti dei doni di Allah l’Altissimo: come quello che apparteneva, anche in questo caso, al Profeta, che aveva pudore di non riuscire a esprimere la sua gratitudine a sufficienza, visto la grandezza dei doni di Allah.
  5. Il pudore che proviene dall’amore verso Allah l’Altissimo: se ami Allah profondamente, provi verso di Lui questo tipo di pudore. I tuoi occhi traboccano di lacrime, il tuo cuore trema e tutte le tue membra Gli si sottomettono. Questo sentimento è difficile da descrivere: solo colui che l’ha provato può capirlo. Il Profeta, pace e benedizione su di lui, diceva: “Oh Signore, concedimi di amarTi, di amare quelli che Ti amano e di amare ogni atto che possa compiacerTi.”
  6. Il pudore che proviene dal riconoscimento della magnificenza di Allah l’Eccelso, il Maestoso: il miglior esempio è quello dell’angelo Gabriele (pace su di lui), che si palesò quando accompagnò il Profeta, pace e benedizione su di lui, fino al settimo cielo. Il Profeta (pbsl) raccontò che quando si avvicinarono al Loto del Limite (un albero di loto, confine celeste oltre il quale nessuna creatura è mai passata), Gabriele si fermò, mostrando talmente tanto pudore e sottomissione verso la  maestosità di Allah l’Altissimo da apparire come un cencio lacerato.

Allora, sicuramente adesso hai compreso come si manifesta il pudore verso Allah l’Altissimo. I sapienti dicono che chi è pudico verso Allah l’Altissimo raggiunge lo stato di “awlia” (persona devota, che Allah ama e protegge). Dunque, impara a essere rispettoso verso Allah l’Altissimo, che ti guarda e ti ode, qualunque cosa tu faccia e qualunque cosa tu dica.

About CinziaAicha

Muslima serva di Dio in cammino Fisabilillah e InshAllah milanese pragmatica ,ma africana nel cuore , ribelle ad ogni sopruso e ingiustizia , ostinata e caparbia indiscutibilmente rompiscatole ; studiosa fino all'ultimo giorno su questa terra ... mi sta a cuore la crescita culturale ed intellettuale delle donne muslime nel mondo verso la conoscenza e la consapevolezza , verso la Fede e il Timor di Dio ,verso il perdono e il Paradiso col permesso di Allah
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